Chiara Ferragni: "Non c'erano i
presupposti per un processo penale"
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Il giorno dopo il proscioglimento dall’accusa di truffa per il “pandoro gate”, Chiara Ferragni prende la parola per commentare la vicenda che l’ha vista protagonista delle cronache giudiziarie negli due ultimi anni. E lo fa affidando le sue considerazioni a Instagram.
“Il mio procedimento si è chiuso ieri con un proscioglimento. Il giudice ha stabilito che non c’erano nemmeno i presupposti per un processo penale”, inizia così il suo post. “È una frase semplice, tecnica, definitiva sul piano penale. Ed è giusto partire da qui. Questi due anni sono stati a dir poco complessi.
“Non perché avessi dubbi su me stessa, ma perché vivere sotto giudizio continuo, senza poter rispondere, senza poter spiegare, ti mette alla prova in modo profondo.
Mi sono sempre presa la responsabilità per ciò che riguardava la pubblicità ingannevole. Ho capito che era stato un errore, ed era giusto riconoscerlo.
L’ho fatto: ho pagato, ho corretto, ho chiesto scusa.
“Il mio cachet in quelle operazioni era fisso”, continua l’influencer, che ricorda di non aver percepito alcun guadagno in base alle vendite: “Ero all’apice della mia immagine e del mio lavoro. Non esisteva alcun motivo, né economico né sensato, per cui io potessi voler ingannare qualcuno. Proprio per questo una cosa è un errore amministrativo, un’altra è un reato penale. E non sono mai state la stessa cosa”.
Ferragni replica poi a chi ha parlato di “assoluzione a metà, come qualcuno ha tentato di far credere. È, se possibile, qualcosa di ancora più chiaro: significa che questo processo, cosi come era stato costruito, non aveva nemmeno i presupposti per esistere fino in fondo. Non è: Non sappiamo come è andata, è Non c’erano le basi per portare avanti un procedimento penale”.
“Per due anni sono rimasta ferma, esposta, giudicata, per qualcosa che non avrebbe nemmeno dovuto avere questo percorso”, conclude il post. “Non lo dico con rabbia. Lo dico con consapevolezza.
Con la lucidità di chi sa di aver affrontato tutto senza scappare, senza nascondersi, rispettando la giustizia e il silenzio anche quando era la cosa più difficile da fare. Oggi non festeggio una vittoria. Oggi chiudo un capitolo”.