Una pace disarmata e disarmante:
al Torriani Monsignor Ricchiuti
Al centro della discussione tra gli studenti e il Presidente Nazionale dell'associazione Pax Christi il tema della pace e del riarmo, partendo da alcune riflessioni di Papa Leone XIV: "I conflitti bisogna prevenirli con il dialogo" ha affermato Monsignor Ricchiuti
Una tematica oggi più che mai attuale, in un mondo dilaniato da guerre, conflitti e scontri, per discutere su un futuro più giusto con un relatore di spessore.
Questo e molto altro è stato “Una pace disarmata e disarmante”, incontro organizzato nell’aula magna dell’Istituto Torriani di Cremona, a cui hanno preso parte centinaia di ragazzi; ospite d’eccezione Monsignor Giovanni Ricchiuti, Presidente nazionale dell’Associazione Pax Christi.
Arcivescovo-Vescovo in merito di Altamura, Gravina, Acquaviva delle Fonti, il Monsignore ha voluto parlare appunto del cocente tema della pace e del riarmo, partendo da alcune frasi dell’enciclica sul tema di Papa Leone XIV.
“Per noi è un onore poter ospitare oggi Monsignor Ricchiuti – afferma la dirigente scolastica del Torriani Simona Piperno – e spero che diventerà proprio l’occasione per avviare un dialogo e un confronto molto aperto con i ragazzi. So che lui è capace di stimolare riflessioni molto profonde”.
“Attraverso l’incontro – prosegue – si vuole mantenere sempre accesa la luce su un fenomeno che è quello della violenza in generale e della guerra in particolare, che ci interessa da vicino: non dobbiamo assolutamente dimenticare che la pace che è stata conquistata non è scontata. I ragazzi devono capire che la loro responsabilità individuale è quella di fare in modo che questa pace possa essere preservata anche per le generazioni future. Noi sappiamo, perché lo stiamo vedendo, quanto i valori della pace, dell’uguaglianza, del rispetto, del supporto, dell’inclusione, siano costantemente messi a repentaglio”.
“Un mio predecessore in Pax Christi, Movimento per la Pace, Don Tonino Bello – spiega in merito Monsignor Ricchiuti -, ebbe a dire un po’ di anni fa ‘si sente nell’aria odore di zolfo’. Io invece dico che, non solo ci sono venti di guerra, ci sono tempeste che annunziano, speriamo di no, qualcosa di inconcepibile per il futuro di questo nostro mondo”.
“Personalmente – aggiunge – sono molto contento di essere in mezzo ai ragazzi, alle ragazze, agli studenti: proprio Papa Leone, nel suo messaggio per la pace, dice e mette in guardia soprattutto le istituzioni educative, in primis le scuole, a non cedere a progetti o sirene di educazione alla guerra, al militare; bisogna invece educare le generazioni future a un cambiamento di prospettiva, proprio di strada per un mondo altro possibile.
Per questo sono qui: per dire a questi ragazzi, questi giovani, che bisogna davvero avere il coraggio di fare un po’ di retromarcia su certi progetti, mentalità e modi di pensare, e mettere invece una marcia in più, in avanti, per dire che davvero un altro mondo è possibile. Possibile se e solo se però c’è un cambiamento di pensiero, di cuore, di mente sul progettare il nostro futuro”.
A portare un saluto con un video ai ragazzi, anche il cardinale e Patriarca di Gerusalemme Pierbattista Pizzaballa; un momento intenso per riflettere sull’oggi, ma soprattutto sul domani.
“I conflitti, noi come umanità, non possiamo eliminarli – conclude Monsignor Ricchiuti – ma dobbiamo sapere innanzitutto prevenirli: la prevenzione è il dialogo, il confronto, in ascolto delle ragioni gli altri. Solo questa è la strada che potrebbe evitare il conflitto armato e quindi la risoluzione dei conflitti con le armi”.
Andrea Colla