Cronaca

Aggressione a "La Ciocco": messa
alla prova per 3 minori del gruppo

Tre minorenni accederanno alla messa alla prova, mentre il quarto andrà a processo. A dicembre era arrivata la condanna per l'unico maggiorenne del pestaggio al barman

L'ingresso del locale di piazza Roma dove è avvenuta l'aggressione
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Accederanno ad un percorso di messa alla prova, tre dei quattro minorenni accusati del pestaggio, avvenuto il 23 febbraio del 2025 nei confronti di Filippo, 37 anni, barman al locale di piazza Roma “La Ciocco”, preso a calci e pugni e ferito al volto con un bicchiere di vetro. Per uno degli imputati, un 17enne cremonese assistito dagli avvvocati Consuelo Beber e Paolo Brambilla, il tribunale dei minorenni di Brescia ha disposto un anno di messa alla prova. La misura sospende il processo, permettendo di evitare la condanna in cambio di un percorso di reinserimento sociale, che include lavori di pubblica utilità e risarcimento danni, con l’obiettivo di estinguere il reato se il percorso ha esito positivo.

Gli avvocati Consuelo Beber e Paolo Brambilla

Per gli altri due ragazzi, due gemelli di 17 anni residenti nel cremonese difesi dall’avvocato Luigi Lupinacci, il periodo di messa alla prova è di otto mesi, mentre il quarto minore, un 17enne di Cremona che era stato indagato a piede libero, andrà a processo. Il 28 dicembre dell’anno scorso, il gup di Cremona aveva condannato a cinque anni di reclusione l’unico maggiorenne, processato con il rito abbreviato.

Il gruppo, in concorso, ha provocato a Filippo “lesioni personali gravi: un trauma oculare con perforazione del bulbo sinistro e plurime ferite da taglio e lacero contuse al volto, con prognosi superiore ai quaranta giorni con malattia ancora in corso di svolgimento, e comunque l’indebolimento permanente del senso della vista dall’occhio sinistro“.

L’avvocato Lupinacci

A dicembre il giudice di Cremona aveva disposto il risarcimento a Filippo e ai suoi genitori, assistiti dall’avvocato Alessio Romanelli, fissando una provvisionale immediatamente esecutiva solo per Filippo.

Verso le tre di quella notte, quando il locale stava per chiudere, i cinque, da piazza della Pace si erano diretti verso piazza Stradivari. L’occhio della telecamera aveva inquadrato uno dei 17enni con una bottiglia in mano e il maggiorenne con un bicchiere da cocktail. I giovani avevano forzato la porta automatica dell’Unicredit ed erano entrati nello sportello bancomat. Poi l’arrivo a La Ciocco.

L’avvocato Romanelli

Uno di loro aveva infastidito una ragazza. A quel punto il barman era uscito e aveva chiesto al gruppo di andarsene, ma era stato colpito prima al viso, agli occhi e al capo con un bicchiere e una bottiglia di vetro, e poi, una volta caduto a terra, era stato picchiato con violenti calci e pugni su tutto il corpo, compreso il viso.

Con le aggravanti dei “futili motivi, di aver commesso il fatto in cinque persone, di aver provocato una malattia, e comunque un’incapacità di attendere alle ordinarie occupazioni per un tempo superiore ai quaranta giorni, di aver prodotto l’indebolimento permanente di un senso e di aver commesso il fatto con l’uso di armi”.

Sara Pizzorni

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