Atti sessuali su bimbo: condanna
a due anni per il vicino di casa
I giudici hanno disposto come risarcimento una provvisionale di 5.000 euro e hanno ritenuto provato solo l'episodio del 2023, oggetto di denuncia. Ritenuto prevalente l'attenuante della particolare tenuità della condotta
E’ stato condannato a due anni di reclusione un 51enne indiano residente in provincia di Cremona, sposato e padre di tre figlie, finito a processo con l’accusa di violenza sessuale aggravata su un bambino di 6 anni, figlio di una vicina di casa. Secondo il pm Francesco Messina, che ne aveva chiesto la condanna a due anni e sei mesi, l’uomo, dal 2019 all’aprile del 2023, avrebbe approfittato del fatto di trovarsi da solo col bimbo per compiere atti sessuali con il piccolo, intimandogli di non dire nulla alla madre di quanto accadeva tra loro.
La madre del ragazzino lo affidava ai vicini quando lei andava al lavoro. Trovatosi solo con il bimbo, l’imputato avrebbe compiuto abusi su di lui in almeno tre occasioni: quando il piccolo aveva sei anni e frequentava la prima e poi la seconda elementare, e il 10 aprile del 2023, quando di anni ne aveva dieci e faceva la quarta.
I giudici, che hanno disposto come risarcimento una provvisionale di 5.000 euro, hanno ritenuto provato solo l’episodio del 2023, oggetto di denuncia, mentre non i due precedenti emersi in sede di incidente probatorio. Il collegio ha ritenuto prevalente l’attenuante della particolare tenuità della condotta rispetto alla contestata aggravante della persona sotto i 14 anni.
Nel procedimento, la madre della vittima, 37 anni, si è costituita parte civile attraverso l’avvocato Alessandro Vezzoni. La donna aveva sporto denuncia ai carabinieri il 17 aprile, raccontando di aver lasciato il figlio alla sua vicina di casa, cosa che faceva abitualmente dal 2019. In quei giorni, però, la vicina era in India per partecipare al matrimonio della primogenita. E il marito, per l’accusa, ne avrebbe approfittato.

Quando la mamma era andata a riprendere il bambino, aveva capito subito che qualcosa non andava: “Era molto agitato e impaurito”, aveva fatto mettere a verbale la 37enne, “e soprattutto era rosso per la paura, dato che non sapeva cosa stesse succedendo”. La donna aveva raccontato che il figlio le aveva confidato che il padrone di casa si era fatto toccare nelle parti intime. “Il signore si è tolto i pantaloni e mi ha fatto toccare: che schifo”.
In seguito alle sconvolgenti rivelazioni del figlio, la 37enne aveva chiesto spiegazioni al vicino di casa, trovandolo, a suo dire, “visibilmente alterato per l’alcol”. “Abbiamo litigato”, aveva ricordato la 37enne, “e lui ha negato tante volte. Poi ho chiamato sua moglie”. In aula la mamma aveva raccontato che il figlio le aveva detto che episodi di quel genere con il vicino erano successi anche in precedenza.
In denuncia, la donna aveva riferito che durante la discussione con il vicino, lui aveva cercato di scusarsi, dicendo che non sarebbe più successo. La mamma ha aggiunto di essere in possesso di file audio provenienti da una chat whatsapp con l’imputato in cui avrebbe ammesso i toccamenti, scusandosi per l’accaduto.
In casa, al momento dei presunti abusi, c’erano anche le figlie dell’imputato: una di 18 anni, mentre l’altra di 16. Entrambe avevano sostenuto di non aver visto nulla. La 18enne aveva raccontato di essersi rivolta in passato ai servizi sociali perchè voleva che il padre smettesse di bere. “Ogni tanto alzava la voce”.
Sara Pizzorni