Cronaca

Vittoria Alata a "Milano Cortina":
Cremona autorizza il prestito

La "Vittoria Alata"
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La Vittoria Alata è pronta a spiccare il volo verso le Olimpiadi Invernali Milano Cortina 2026.
Dopo l’approvazione all’unanimità dello scorso 13 ottobre da parte del Consiglio Comunale di Cremona della mozione per la sua valorizzare, infatti, l’Amministrazione e il Settore Cultura e Turismo si sono attivati per i necessari passaggi procedurali con la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le Province di Cremona, Lodi e Mantova, e con la Direzione Generale Cultura della Regione Lombardia.

Espletate queste procedure, la Giunta, su proposta dell’assessore alla Cultura Rodolfo Bona, ha oggi autorizzato il prestito dell’opera, di proprietà del Comune di Cremona e custodita nel Museo Archeologico ‘San Lorenzo‘ per l’esposizione a Palazzo Lombardia a Milano dal 28 gennaio al 16 marzo 2026, in occasione delle Olimpiadi e Paralimpiadi Invernali Milano Cortina 2026. L’evento consentirà una particolare promozione del patrimonio storico artistico dei Musei Civici di Cremona, con un positivo ritorno d’immagine per la città.

La prima notizia che si ha della Vittoria alata è contenuta nella Storia Ecclesiastica di Antonio Dragoni, scritta nel 1838, dove, facendo riferimento ad alcuni scavi effettuati nel 1830 a Calvatone, parla del rinvenimento di una grande statua della Vittoria in bronzo dorato. La statua era stata scoperta casualmente durante una rimozione di terreno nella località di “Costa Sant’Andrea” nel fondo di proprietà di Ludovico Aloisi. A quella data risalgono le prime campagne di scavo che si sono protratte per almeno un secolo e mezzo fino a portare all’identificazione dell’attuale abitato con la romana Bedriacum.

L’altezza totale dell’opera è di un metro e settanta centimetri. La statua poggia su un basamento sferico su cui è impressa la dedica della Vittoria di Marco Aurelio (161-180) e Lucio Vero (161-169 d. C.). E’ sicuramente uno degli esemplari più belli di Vittoria romana recuperati fino ad oggi in Italia. Quella conservata al Museo Archeologico S. Lorenzo è una copia dell’originale realizzata negli anni Trenta del secolo scorso.

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