Truffavano anziani, sgominata
associazione a delinquere
Un cremonese è tra i 49 indagati in un'operazione della Guardia di Finanza contro una rete di truffe a persone vulnerabili, con misure cautelari in atto.
C’è anche un cremonese 36enne tra i membri dell’associazione a delinquere disarticolata dalla Guardia di Finanza di Salò, coordinata dalla Procura della Repubblica di Brescia, dedita alla truffa nei confronti di persone anziane e fragili, nonché altri reati quali il riciclaggio, l’autoriciclaggio e l’intestazione fittizia.
Nei confronti del presunto capo dell’organizzazione è stata emessa una misura cautelare personale in carcere, ma sono 49 le persone indagate complessivamente, tra cui il cremonese, sospettato di truffa e riciclaggio.
L’attività del gruppo criminale consisteva, secondo quanto emerso dalle indagini, nella vendita di rilevatori del gas attraverso venditori “porta a porta”. Questi facevano credere alle vittime che si trattava di presidi obbligatori per legge. Inoltre, al momento del pagamento, sul pos digitavano un prezzo notevolmente superiore rispetto a quello pattuito nella documentazione commerciale fatta firmare agli ignari clienti.
Le indagini sono partite da alcuni episodi avvenuti sul territorio bresciano. In poco tempo gli investigatori hanno ricostruito una vera e propria rete criminale su vasta scala, che operava in numerose regioni, tra cui Lombardia, Toscana, Liguria,
Piemonte, Emilia Romagna, Trentino Alto Adige e Veneto.
Molte anche le vittime: sarebbero stati accertati almeno 208 episodi corrispondenti alle denunce-querele formalmente raccolte nel corso delle fasi d’indagine, che rappresenterebbero circa il 18% del fenomeno complessivamente emerso, confrontando le querele presentate e gli accrediti sui
conti correnti societari.
L’organizzazione criminale si sarebbe avvalsa di 9 imprese fittizie che sarebbero state create ad hoc per l’attività di riciclaggio, attribuendone fittiziamente la titolarità a meri prestanome ma facenti capo, di fatto, ad un unica persona, il capo dell’associazione.
I diversi conti correnti venivano utilizzati per far transitare i soldi illecitamente guadagnati attraverso prelievi, bonifici e trasferimenti verso l’estero. L’analisi della documentazione bancaria ha consentito di quantificare il profitto ritenuto illecito in circa 2.840.000 euro, che sono stati posti sotto sequestro, insieme ad ulteriori 327.000 euro.
Laura Bosio