Cronaca

La bellezza come cura per le patologie oncologiche

L'importanza della cura della persona attraverso i cosmetici, come supporto alle terapie oncologiche. Riparte il progetto promosso dall'intergruppo parlamentare presieduto dal senatore Renato Ancorotti

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In Sala Maffei della Camera di Commercio, presentata la nuova edizione del progetto “La Bellezza come Cura”, iniziativa di divulgazione e sensibilizzazione istituzionale ideata dal senatore Renato  Ancorotti, attraverso l’intergruppo parlamentare “Salute e Benessere” di cui è presidente.

Tra i relatori la consulente scientifica dell’intergruppo Myriam Mazza:Portiamo avanti un concetto di bellezza come prevenzione proprio perché la bellezza è cura, che può sembrare un’affermazione audace, ma che invece ha delle basi scientifiche solide. E’ importante non solo dal punto di vista psicologico, ma anche come supporto valido al lavoro del medico per chi affronta le terapie oncologiche”.

La valenza terapeutica è confermata dal professor Daniele Generali, direttore dell’oncologia multidisciplinare per le patologie femminili dell’ospedale di Cremona: “la malattia si cura non solamente attraverso i farmaci, ma anche con un supporto al benessere. Stare bene significa prendersi cura del sé. L’impatto della terapia medica ha un valore percentualmente maggiore se ci si prende cura della propria persona”.

E proprio all’ospedale di Cremona, dal 2008, c’è Apom, che aderisce all’associazione “La Forza e il Sorriso” che aiuta le donne con i laboratori  di make up. Alle pazienti viene donata una beauty bag con tutto l’occorrente per il trucco. Il progetto gratuito è patrocinato da Cosmetica Italia, associazione nazionale di imprese cosmetiche.

Ogni mese accogliamo le pazienti dell’area donna e breast unit, ma anche le pazienti oncologiche in generale, che vogliono usufruire del nostro servizio” ci dice la presidente di Apom Elena Irma: “facciamo dei gruppi massimo di 5 persone, poi grazie alla presenza di un’estetista volontaria, vengono dati consigli di make up per sentirsi meglio e per affrontare gli effetti collaterali delle terapie. Quando termina l’incontro ci ringraziano, ci baciano. Per noi è un arricchimento”.

All’incontro in Sala Maffei ha portato la sua testimonianza, dopo un’esperienza diretta, l’europarlamentare di Fratelli d’Italia, Mariateresa Vivaldini: “La cosmesi oncologica non è vanità, ma è capire che la donna, in quei momenti, vacilla. La sua identità viene meno, la sua sicurezza si incrina, le relazioni cambiano. Cambia tutto, la relazione con te stessa, la relazione con gli altri. Dare alle donne questa speranza, questa voglia di essere ancora protagoniste, di riconoscersi allo specchio è fondamentale. Quando ci si riconosce e si dice sì sono ancora io, è già una bellissima cura”.

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