Anche Cremona si ferma per ricordare le vittime della tragedia a Brema
Nel 60° anniversario, le società di nuoto hanno sospeso allenamenti e attività agonistica per osservare un minuto di silenzio all’ora esatta dell’incidente
Cremona ha aderito al ricordo nazionale nel 60° anniversario della tragedia di Brema, fermando l’attività agonistica e master delle società di nuoto per osservare un minuto di silenzio alle 18.51, l’ora esatta dell’incidente. Un gesto che ha unito atleti, tecnici, dirigenti e autorità nel segno della memoria.
Alla piscina comunale erano presenti l’assessore allo Sport Luca Zanacchi, il delegato provinciale FIN Claudio Garozzo, il consigliere del Comitato Regionale FIN Lombardia Paolo Morabito, il fiduciario CONI Efrem Morelli, il presidente del Panathlon Cremona Giovanni Bozzetti e il delegato regionale FINP Lombardia Giuseppe Bresciani.
Sessant’anni fa, il 28 gennaio 1966, il Convair CV-440 con a bordo una selezione della Nazionale italiana di nuoto si schiantò a Brema durante la fase di atterraggio. Morirono tutti i 46 occupanti. Tra le vittime sette giovani azzurri — Bruno Bianchi, Amedeo Chimisso, Sergio De Gregorio, Carmen Longo, Luciana Massenzi, Chiaffredo “Dino” Rora, Daniela Samuele — l’allenatore Paolo Costoli e il giornalista RAI Nico Sapio. Le cause dell’incidente non furono mai chiarite.
“Tutti loro erano primatisti italiani e sognavano di partecipare alle Olimpiadi di Città del Messico 1968. Ci sarebbero sicuramente riusciti”, ha ricordato il presidente FIN Paolo Barelli nel suo intervento alla Camera dei Deputati.
“È un evento tragico che il nostro presidente Paolo Barelli ha voluto ricordare in maniera molto forte e diversa dal solito – ha spiegato Paolo Morabito -. Invece del tradizionale minuto di silenzio durante le gare domenicali, ha chiesto che tutti i tesserati della Federazione, in tutta Italia, si fermassero esattamente nel giorno e nell’ora della tragedia. È stato un segnale potente, perché nello stesso momento la commemorazione si è svolta anche a Brema, con le autorità e l’allenatore della Nazionale. Un gesto simultaneo, che ha unito idealmente tutto il nuoto italiano ed è stato davvero molto emozionante”.
Morabito ha poi sottolineato il valore della risposta del territorio: “Un grazie sincero va a Cremona e alle società cremonesi che hanno aderito immediatamente, nonostante l’interruzione degli allenamenti. Sappiamo che per i nuotatori fermarsi durante una seduta non è semplice, ma tutti lo hanno fatto con convinzione, perché questa ricorrenza ha un peso enorme nella storia del nostro sport. Da quella tragedia sono nate manifestazioni simbolo come il Trofeo Nico Sapio di Genova e la Coppa Brema, che ancora oggi rappresentano il massimo livello per i giovani nuotatori italiani”.
Anche Claudio Garozzo ha rimarcato il significato educativo dell’iniziativa: “Ho visto ragazzi molto colpiti e sinceramente commossi. Fa piacere che le società abbiano scelto di aderire, offrendo agli atleti un momento di riflessione vero. A questa età si pensa soprattutto a nuotare, ad allenarsi, a migliorare, ed è naturale che l’idea dell’irreparabile sembri lontana. Proprio per questo è importante fermarsi e raccontare cosa c’è dietro quei nomi. Il consiglio è sempre quello di documentarsi, perché dietro ogni evento e ogni nome ci sono storie incredibili: chi prese quell’aereo all’ultimo momento, chi si salvò perché doveva sostenere un esame universitario. Vicende che spesso sfuggono, ma che aiutano a capire quanto sottile sia il confine tra quotidianità e tragedia. Ringrazio allenatori e società per la grande disponibilità: il tempo in piscina è prezioso, e fermarsi anche solo per pochi minuti è stato un segno di grande maturità sportiva e umana”.