Revoca licenze ai bar, il questore: "Spunto per far riflettere sul tema della sicurezza"
Intervista a tutto campo a quasi due mesi dell'insediamento del dottor Ambra a Cremona. "Importante che il divieto di somministrazione di alcol ai minori sia una priorità dei gestori"
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Ospite in redazione a CR1, per la trasmissione Punto e a Capo, il questore di Cremona Carlo Ambra, per parlare delle numerose iniziative di contrasto alla criminalità che hanno visto impegnate le forze dell’ordine in questo inizio d’anno.
Ambra ha preso servizio il 1° dicembre e nella sua esperienza trentennale ha servito nell’ambito della Polizia di Prevenzione, occupandosi di diversi aspetti della sicurezza, del contrasto all’eversione, all’antagonismo, ma anche alle frange ultras. Si è occupato anche di sicurezza pubblica in occasione di numerose manifestazioni di piazza; delle proteste contro la TAV in Piemonte; dei grandi eventi come i vertici del G7 ed è stato impegnato in operazioni contro il terrorismo internazionale e l’estremismo politico.
Cremona presenta problematiche diverse, ha spiegato rispondendo alle domande di Giovanni Palisto: “Fin dal primo momento del mio arrivo, ho detto pubblicamente che la mia priorità va ai reati che riguardano le fasce deboli della popolazione. Faccio riferimento alla violenza di genere, al bullismo giovanile, alla violenza minorile ma anche a quei reati che riguardano le persone anziane, le truffe di cui sono solitamente vittime”.
Ultimamente sono tornati alla ribalta i furti in abitazione, un allarme sollevato in particolare dai residenti del quartiere Boschetto. “La videosorveglianza – ha detto il questore – è una cosa fondamentale perchè non è possibile avere una pattuglia in ogni via. Servono impianti di videosorveglianza sia per le abitazioni che per le aziende, ma è importante anche la collaborazione del cittadino quando si vedono situazioni sospette. Si può sempre chiamare il 112, anche per esempio quando di notte si sente un rumore molesto all’interno dell’ appartamento di sotto, in modo da darci la possibilità di poter intervenire il prima possibile”.
Altro tema all’ordine del giorno, purtroppo sostenuto dalla tragedia di Crans Montana, è quello della sicurezza nei locali pubblici. “I controlli sono sempre stati fatti – spiega Ambra – tanto che i provvedimenti che ho adottato in questi giorni fanno seguito ad altri provvedimenti uguali, adottati dai miei predecessori per fatti pregressi. Ovviamente i fatti che sono successi in Svizzera fanno riflettere sull’opportunità di maggiori requisiti di sicurezza, intesa come sicurezza strutturale: le misure antincendio, le normative sul lavoro e soprattutto la somministrazione di alcol ai minori. Quest’ultimo è un aspetto molto importante e che determina molte delle problematiche che abbiamo poi nelle discoteche”.
Riguardo al recente (e clamoroso) intervento di sospensione temporanea dell’attività del Juliette e della Centrale del Latte, “ho ricevuto i titolari delle discoteche con i loro avvocati, con cui c’è stato anche un avvicinamento su quelle che sono le problematiche che anche loro riscontrano nella gestione di queste attività e ho dato delle indicazioni su come migliorare soprattutto gli aspetti che devono essere sicuramente presi in considerazione, come appunto la somministrazione dell’alcol ai minori che è una priorità che devono considerare loro nella gestione delle loro attività imprenditoriali”.
Il questore ha fatto anche uno specifico riferimento alla possibilità di revoca delle licenze. Questo, ha spiegato, “è stato uno stimolo per i fatti che ho riscontrato; poi ogni autorità fa le sue valutazioni, ma in realtà è stato un modo per far riflettere un po’ tutti quanti noi sull’adempimento da parte di chi esercita queste attività, del rispetto delle regole, soprattutto dopo ciò che è successo in Svizzera. L’attenzione ora deve essere a 360 gradi”.
Parlando di giovani, di queste ore è la notizia che sono stati denunciati due degli aggressori nella vicenda di una decina di giorni fa nella galleria del CremonaPo. Ambra chiarisce subito: “Non mi sento di poter parlare di baby gang qui nella provincia di Cremona perché questa richiede un’organizzazione più strutturata. Preferisco parlare di episodi di violenza giovanile. La cosa importante è che hanno sempre avuto una risposta da parte dello Stato e delle forze dell’ordine non solo della Polizia ma anche dei Carabinieri. E’ importante che per ogni episodio che si verifica, come questo del CremonaPo, vi sia anche una risposta di tipo investigativo e giudiziario e che non venga lasciato impunito”.
“E’ importante anche la scelta che fanno le vittime dell’aggressione perché in questa circostanza non hanno voluto presentare querela per gli episodi che si sono verificati. Io ho adottato queste misure di prevenzione in alternativa a denunce alla Procura della Repubblica perché è mancata la volontà delle parti resi di presentare querela”.
Per quanto riguarda il rafforzamento delle forze di Polizia, di recente anche il sindaco Virgilio ha messo in evidenza alcuni numeri sui conti pubblici italiani che mettono in evidenza uno squilibrio riguardo la presenza di forze dell’ordine nelle regioni. La Lombardia ha poco più di 200, tra uomini e donne, di Polizia e carabinieri ogni 100.000 abitanti, il Lazio oltre 660.

“Queste sono dinamiche che sono estranee alle decisioni del Dipartimento della Pubblica Sicurezza” la risposta del Questore, che proprio martedì ha dato il benvenuto in questura ai nuovi agenti e vice ispettori assegnati alla provincia di Cremona. “Sono sempre più frequenti i concorsi per immettere nuovi agenti e nuovi ispettori. C’è una programmazione per incrementare sempre di più il personale delle questure, ma non solo delle questure, anche delle specialità”.
Rimane il grande tema della percezione di insicurezza più o meno fondata che il cittadino continua a manifestare. Una percezione amplificata dai social, ma in qualche modo le forze dell’ordine devono dare una risposta. “Io capisco questa percezione di pericolo che sentono le famiglie, le persone, ma è molto distante dalla realtà del dato, perché la provincia di Cremona ha un indice di criminalità basso.
“Bisogna lavorare sulla percezione e ovviamente su questo un ruolo l’abbiamo tutti quanti, anche voi giornalisti perché l’informazione è molto importante. E’ molto importante sia evidenziare i fatti, circostanziarli nel miglior modo possibile, ma anche rendere noti i risultati che vengono fatti da parte delle forze dell’ordine e sforzarsi di diminuire quella percezione di insicurezza che io trovo lontana dalla realtà del territorio”.