Educazione affettiva a scuola, Ceraso: "Alleanza educativa senza strumentalizzazioni"
L’aumento di revenge porn e violenze tra giovani accende il dibattito politico. La consigliera Maria Vittoria Ceraso difende l’ordine del giorno sull’educazione affettiva e critica le strumentalizzazioni politiche
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L’aumento, a Cremona, dei casi di revenge porn e di violenze all’interno delle relazioni affettive, soprattutto tra giovani e giovanissimi, come emerso all’inaugurazione dell’anno giudiziario a Brescia, fa discutere anche la politica.
A parlarne è la consigliera comunale Maria Vittoria Ceraso (Oggi per Domani), che rivendica l’importanza dell’ordine del giorno approvato in Consiglio comunale per promuovere percorsi strutturati di educazione affettiva e sessuale negli istituti scolastici cittadini.
“Il forte aumento dei casi di revenge porn e delle lesioni personali dolose aggravate dalla relazione affettiva o di convivenza, soprattutto nei rapporti genitore-figlio, mi conferma ancora di più l’importanza dell’ordine del giorno votato in Consiglio”, sottolinea Ceraso, ricordando come il tema sia stato al centro anche dei lavori della Commissione Giovani.
La consigliera critica apertamente le posizioni espresse dal centrodestra, che ha votato contro il documento: “Si è strumentalizzata la libertà educativa delle famiglie per giustificare un voto contrario. Ma il dato reale è che adolescenti e pre-adolescenti hanno un accesso amplissimo al materiale pornografico online e ricevono più informazioni sul sesso dalla rete che dagli adulti di riferimento, spesso imbarazzati o impreparati”.
Secondo Ceraso, la mancanza di un’educazione strutturata incide anche sulla normalizzazione di relazioni basate sul possesso e sul controllo: “Gelosia scambiata per amore, richiesta delle password dei social, ispezione del cellulare o divieti sulle amicizie sono comportamenti che hanno radici culturali profonde e che talvolta trovano fondamento proprio nei contesti familiari”.
Pur ribadendo il ruolo centrale della famiglia, la consigliera evidenzia i limiti di un’azione esclusivamente domestica: “L’aumento delle patologie sessualmente trasmissibili, della violenza di genere e dei femminicidi dimostra che la famiglia da sola spesso non basta. A volte è assente, inadeguata o arriva troppo tardi”.
Durante la Commissione Giovani del 19 novembre scorso, il tema è stato approfondito con operatori e professionisti del territorio. “Abbiamo ascoltato chi da anni lavora nelle scuole sull’educazione affettiva e sessuale – spiega Ceraso – e tutti hanno sottolineato la necessità di superare la logica dell’intervento occasionale per garantire continuità, basi scientifiche e un dialogo costante con le famiglie”.
Il testo finale approvato dal Consiglio comunale, rivendica la consigliera, tiene conto di questi contributi: “È stato rafforzato il ruolo centrale della famiglia, è previsto l’impegno del Comune a individuare fondi nell’ambito del diritto allo studio ed è stato eliminato ogni riferimento al disegno di legge S.943. Non c’è alcun richiamo all’ideologia gender”.
Ceraso ringrazia quindi la maggioranza per la disponibilità a rivedere il documento “nel tentativo di arrivare a una condivisione trasversale”, pur non nascondendo le distanze su altri temi emersi nel dibattito: “Resto in totale disaccordo con alcune posizioni del Pd, in particolare sul tema dell’aborto, rispetto al quale mi sento allineata alle parole di Papa Leone: “Il più grande distruttore della pace è l’aborto””.
Non manca un affondo politico: “Politicizzare l’educazione sessuale nelle scuole, come ha fatto il centrodestra, non tutela né la famiglia né i ragazzi. Serve una politica capace di discutere nel merito, con realismo e senso del bene comune, per non lasciare i giovani soli di fronte ai rischi del web e delle relazioni” conclude la consigliera.