Scuole

"Angeli di Luce", il progetto anti-bullismo del Torriani

Il lavoro coordinato dalla prof. Francesca Mele si è aggiudicato il primo premio del concorso del Kiwanis Cub. L’obiettivo è aiutare gli studenti a leggere ciò che accade nei gruppi classe, a interrogarsi sul proprio ruolo e a prendere posizione in modo responsabile, anche quando si è semplicemente spettatori.

Francesca Mele
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Il 7 febbraio al Filo, l’IIS Torriani ritirerà il primo premio  per il concorso “Insieme contro il bullismo. Costruiamo un futuro senza paura”, contest a cura del Kiwanis Club presieduto da Cristina Galanti.

“Angeli di luce – Scegli di essere luce” è il titolo del progetto che ha meritato il riconoscimento.
“Un progetto che nasce dall’ascolto, cresce nel lavoro condiviso e guarda al futuro della comunità scolastica”, spiega la professoressa Francesca Mele che ha ideato e seguito tutto il percorso.

Il progetto Angeli di luce – Scegli di essere luce nasce dall’osservazione quotidiana di ciò che accade a scuola e dalla consapevolezza che il bullismo raramente si manifesta in modo improvviso. Più spesso cresce nel tempo, nei silenzi, nelle dinamiche di gruppo, nella difficoltà di riconoscere quando uno scherzo supera una soglia e diventa esclusione, prevaricazione, sofferenza.

“Quando si è presentata la possibilità di partecipare al concorso che ha poi premiato l’Istituto con il primo posto – racconta Mele -l’occasione non è stata letta semplicemente come una competizione da vincere, ma come una possibilità concreta per portare alla luce un problema reale e costruire intorno ad esso un percorso educativo strutturato. L’idea del progetto nasce proprio da qui: dal desiderio di non limitarsi a intervenire quando il problema esplode, ma di lavorare sulla prevenzione, sull’ascolto e sulla responsabilizzazione degli studenti.

Fin dall’inizio, questo percorso ha trovato un sostegno convinto e una visione condivisa nella Dirigente Scolastica Simona Piperno, che ha dimostrato una particolare sensibilità e attenzione verso il tema. Il confronto è stato costante e proficuo: uno spazio di ascolto e di dialogo che ha permesso di dare forma al progetto, arricchendolo di spunti, riflessioni e di uno sguardo attento alle dinamiche reali delle classi. La capacità di cogliere per tempo i segnali, come dimostra la scelta di far intervenire la psicologa già nelle classi prime per osservare le relazioni e prevenire criticità future, rappresenta uno degli elementi qualificanti di questa visione educativa.

Il progetto Angeli di luce è stato pensato come un percorso articolato su più livelli. In questa prima fase, che si realizzerà entro la fine dell’anno scolastico, sono previste due azioni centrali: l’incontro con il movimento MABASTA, che porta nelle scuole testimonianze autentiche e riconoscibili, capaci di parlare direttamente ai ragazzi, e il teatro educativo, che attraverso il linguaggio scenico consente di far emergere emozioni e dinamiche relazionali, trasformando l’impatto emotivo in consapevolezza grazie al confronto successivo.

Queste attività non sono concepite come eventi isolati, ma come un punto di partenza per aprire spazi di riflessione condivisa. L’obiettivo è aiutare gli studenti a leggere ciò che accade nei gruppi classe, a interrogarsi sul proprio ruolo e a prendere posizione in modo responsabile, anche quando si è semplicemente spettatori.

Lo sguardo del progetto, tuttavia, va oltre l’immediato. A partire dal prossimo anno scolastico, Angeli di luce è pensato per diventare un vero progetto di istituto, strutturato e continuativo. Il cuore di questa seconda fase sarà la peer education: un percorso in cui alcuni studenti verranno formati per diventare punti di riferimento positivi all’interno della comunità scolastica, capaci di leggere le dinamiche di gruppo, gestire piccoli conflitti e promuovere un clima di rispetto e collaborazione tra pari.

In questo processo sarà centrale anche il coinvolgimento degli studenti del Consiglio d’Istituto e dei rappresentanti, chiamati a partecipare attivamente alla progettazione e alla diffusione delle iniziative. L’obiettivo è ampliare progressivamente il progetto, coinvolgendo un numero sempre maggiore di classi e creando un ponte reale tra la sede centrale e la sede associata, in un’ottica di comunità scolastica unitaria.

Accanto al lavoro con gli studenti, il progetto dedica grande attenzione anche agli adulti. La prevenzione passa inevitabilmente dalla formazione dei docenti e dalla condivisione di strumenti comuni per riconoscere il disagio e leggere segnali che non sempre sono immediatamente evidenti. Angeli di luce intende quindi coinvolgere anche i docenti in un percorso di riflessione e formazione, integrandosi con l’Educazione civica e con le azioni già presenti nell’istituto.

Il progetto si inserisce, infine, in un contesto più ampio che comprende lo sportello d’ascolto psicologico,  il protocollo per il bullismo e il cyberbullismo, sempre in stretto raccordo con la Dirigenza e, nei casi più complessi, con i servizi territoriali e le famiglie. È un lavoro di rete, condiviso, che punta a intervenire con e non per, mettendo al centro il benessere degli studenti.

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