Giornata della Vita Consacrata: il decennale di Mons. Napolioni a Cremona
"Il luogo dove mi sento più a casa è questa Cattedrale", ha detto il vescovo durante l'omelia. "Qui sperimentiamo la bellezza di essere attesi dal Signore"
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Santa Messa in Cattedrale per la Giornata mondiale della Vita Consacrata, una festa per i religiosi e le religiose che prestano servizio nella nostra diocesi. Ma la celebrazione è stata l’occasione per festeggiare i 10 anni dall’ordinazione del vescovo di Cremona, monsignor Antonio Napolioni. Il 30 gennaio 2016 ci fu infatti la sua ordinazione episcopale e l’insediamento in diocesi, con uno storico pomeriggio ancora impresso nella memoria dei fedeli.
La celebrazione è iniziata con la benedizione dei ceri dal fondo della Cattedrale, poi il corteo lungo la navata centrale con decine di sacerdoti e monache. A rappresentare il Comune, in fascia tricolore e nel primo banco, l’assessore Luca Burgazzi.
“Il luogo dove mi sento più a casa è questa Cattedrale – ha detto all’inizio dell’omelia – Non soltanto per la sua bellezza, non soltanto perchè qui sono stato ordinato Vescovo, ma perchè qui ogni giorno ci si incontra. Qui è la casa del popolo di Dio, sperimentiamo la bellezza di essere attesi dal Signore”. E ancora: “Noi possiamo agire secondo il disegno di Dio solo se ci uniamo a Lui e tra di noi. Ci si può solo con-sacrare. […] Per un vescovo dopo dieci anni in parte è colpa sua se più di tanto non è riuscito ed essere o a fare, ma è anche merito vostro se ancora lo sopportate. Continuate cioè a formarmi, a plasmarmi, e insieme lo facciamo. Cristo si serve gli uni degli altri per realizzare la vita. Non proseguiamo il cammino per i nostri bilanci umani ma per l’obbedienza”.
Anziché pensare a un dono personale per Mons. Napolioni, i fedeli, i sacerdoti e le comunità sono stati invitati a destinare un’offerta destinata alla Casa dell’Accoglienza di Cremona, al fine di contribuire alle spese della ristrutturazione che è in corso.
“Certo in questi dieci anni – aveva ricordato il vicario generale, don Antonio Mascaretti – non sono mancati momenti difficili, come il tempo della pandemia, che il vescovo ha vissuto anche personalmente in tutta la sua drammaticità. Ma tanti sono stati anche i momenti di festa, vissuti a livello diocesano ma anche nell’informalità delle giornate. Penso in particolare agli incontri, nello stile tipico del nostro vescovo, tra la gente e nelle comunità, specialmente durante la visita pastorale. In questo giorno preghiamo il Signore che illumini sempre il vescovo Antonio perché possa sempre agire per il bene della nostra Chiesa. Penso di esprimere il sentimento di tanti, riconoscente e pieno di speranza per il cammino che ancora compiremo insieme”.