Cremona Solidale, presentato il budget 2026: ritoccate le rette
Aumenti contrattuali e costi di gestione hanno costretto il Cda ad aumentare di 2 euro al giorno le rette per Rsa e nucleo Alzheimer. Tra i servizi che verranno potenziati, le cure domiciliari e la rsa aperta
I vertici di Cremona Solidale hanno presentato in Commissione Welfare del Comune i progetti e le linee di sviluppo aziendali per il 2026. E’ stata anche l’occasione per presentare il nuovo direttore generale entrato in servizio lo scorso settembre, Stefano Gariano, presente insieme alla presidente Maria Luisa Rocca e alla direttrice sanitaria Simona Gentile.
La rsa ordinaria di via Brescia ospita (dati al 31 dicembre 2025) 367 persone, la metà delle quali nella fascia anagrafica tra gli 85 e i 95 anni; 76 gli ospiti delle Cure Intermedie, il 71% donne. Il 79% degli ospiti presenta uno stato di confusione grave. Ma l’azienda si struttura come una filiera di servizi che comprende anche i centri diurni (120 posti), le cure domiciliari e la RSA aperta; le comunità alloggio per persone con un alto grado di autosufficienza; il welfare comunitario.
Il grosso dell’attività è rappresentato dai servizi che hanno sede nel centro geriatrico di via Brescia (Rsa, Nucleo Alzheimer, ricoveri di privati) che costituiscono oltre la metà dei ricavi: 15milioni e 512mila euro su un totale di 26milioni e 200mila. Le cure intermedie “pesano” per 4 milioni e 800mila euro.
Rinnovi contrattuali e aumento dei costi di gestione hanno costretto l’azienda a ritoccare le rette, ferme dal 2023: si passa dai 61 euro ai 63 euro al giorno per i ricoveri in Rsa; da 63 a 65 per il nucleo Alzheimer; aumento di 2 euro anche per le 3 comunità alloggio. Invariate invece le tariffe dei centri diurni. “Restiamo comunque sempre nella fascia tariffaria medio bassa rispetto ad altre strutture dell’area metropolitana”, ha spiegato il DG.
“Il piano programma 2026 si pone in continuità con il 2025”, ha detto in apertura Gariano, “introducendo alcuni elementi innovativi che diventano qualificanti rispetto all’evoluzione dell’azienda. La strategia è consolidare le attività principali in essere e concretizzare alcune potenzialità”. Quattro le aree strategiche: rapporti con il territorio, filiera dei servizi, governance aziendale, ricerca e innovazione a supporto dei servizi.
Tra le novità, la riorganizzazione dell’area tecnico-patrimoniale per la gestione delle manutenzioni: fino allo scorso anno affidate all’esterno attraverso un global service, modello che si è rivelato non ottimale e che ora sta passando attraverso una sperimentazione di ‘mini service’, l’affidamento cioè delle manutenzioni, dagli impianti alle strumentazioni, a fornitori specializzati.
Importante anche la tutela del personale, e la sua fidelizzazione che si ottiene anche attraverso gli investimenti, ad esempio con l’acquisto di nuovi sollevatori per agevolare il lavoro e l’adozione di accorgimenti come il ricorso ad esterni per i turni notturni in modo da non gravare troppo sui dipendenti.
Tra i servizi che si intendono rafforzare: il percorso Alzheimer e le cure domiciliari, queste ultime un preciso input che arriva dalla Regione ma che rispondono soprattutto all’oggettivo beneficio per l’anziano nel permanere nella propria casa e avere contatti sociali. E poi ci sono progetti ambiziosi non ancora attivati quali la Special Care Unit Behaviour, che consentirebbe il ricovero temporaneo di pazienti affetti da gravi problemi di disorientamento che attualmente afferiscono al pronto soccorso ospedaliero, non strutturato per accoglierli e curarli.
Importanti anche i percorsi attivati con le università (specializzandi in geriatria) ma anche con le scuole per favorire le scelte professionali del domani.