"Avvocati per il no": nasce a Cremona il comitato per il referendum
Anche a Cremona nasce il comitato “Avvocati per il No” al referendum sulla giustizia: i primi firmatari sono Lapo Pasquetti, Maximiliano Grasso, Uliana Garoli, Gianluca Monti, Cecilia Gipponi, Mimma Aiello, Elena Guerreschi, Chiara Tomasetti.
Costituito su iniziativa di un gruppo di avvocati penalisti e civilisti contrari alla riforma costituzionale oggetto del referendum di fine marzo, il comitato cremonese “Avvocati per il No” aderisce al Comitato nazionale per condividere con i colleghi e con i cittadini un punto di vista diverso dell’avvocatura sulla riforma Nordio della Giustizia.
“La Costituzione è di tutti – afferma il manifesto del Comitato – non può essere cambiata a colpi di maggioranza contro una categoria e a discapito della tutela dei cittadini, al mero scopo di determinare uno squilibrio fra i poteri dello Stato.
“La Democrazia è un valore assoluto: non si può sostituire il voto con il sorteggio per la scelta della composizione di un organo costituzionale.
“La riforma non risolve problemi della Giustizia, ma serve solo a indebolire il potere giudiziario rispetto a quello esecutivo. Stravolge l’assetto della Magistratura, creando tre nuovi organi costituzionali al posto di uno solo, senza che se ne comprenda la logica, se non quella di limitarne importanza e autonomia.
“Rafforza i membri laici, di nomina politica, nei tre organi: questi saranno sorteggiati da una lista preconfezionata dal Parlamento, mentre la componente togata, i magistrati, saranno estratti a sorte “alla cieca”, a tutto vantaggio della componente politica “selezionata”: dunque, si crea uno squilibrio tra i poteri dello Stato in favore del potere esecutivo sostenuto della maggioranza parlamentare, incrementando la capacità di penetrazione della politica nell’amministrazione della giustizia.
“Spoglia il CSM dalla potestà disciplinare e istituisce un’Alta Corte di disciplina, unica per giudici e pubblici ministeri il cui funzionamento e i criteri di sanzione saranno decisi con legge ordinaria, lasciando alla maggioranza politica del momento il potere di modellare questi delicatissimi meccanismi, fondamentali per garantire l’effettiva indipendenza della magistratura.
“Stabilisce che l’Alta Corte sarà giudice unico delle sanzioni per tutti i magistrati, senza possibilità di impugnazione davanti alla Corte di Cassazione.
“Sotto il nome di separazione delle carriere, la riforma mira in realtà a indebolire l’autonomia di giudici e pubblici ministeri. I primi a essere danneggiati saranno i cittadini e gli avvocati, che si troveranno a interagire con una magistratura più debole, meno capace di scelte autonome e più soggetta a pressioni politiche o dei poteri forti”
Il comitato invita i colleghi del Foro Cremonese che condividono le ragioni del Comitato ad iscriversi attraverso il link https://forms.gle/xMAnwbn6SopYjHr3A