Cronaca

"Mal’Aria di città", miglioramenti in Lombardia: il limite Ue resta lontano

Al primo posto c'è (a sorpresa) Palermo, poi Milano con 66 sforamenti. Sesto e settimo posto a pari merito per Lodi e Monza (48) e ottavo posto in classifica per Cremona (44)

Una marmitta di un'automobile
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La qualità dell’aria è in miglioramento nella Pianura Padana. Questo un dato di fatto del rapporto “Mal’Aria di città 2026” di Legambiente, pubblicato lunedì mattina. Restano però  ancora lontani gli obiettivi Ue per il 2030 (anno in cui entreranno in vigore dei nuovi e più stringenti limiti europei sulla qualità dell’aria).

Nel 2025 sono 13 i capoluoghi di provincia in Italia che hanno superato il limite giornaliero di Pm10. Al primo posto c’è (a sorpresa) Palermo, poi Milano con 66 sforamenti. Sesto e settimo posto a pari merito per Lodi e Monza (48) e ottava piazza per Cremona (44).

Si tratta della classifica dei capoluoghi di provincia che hanno superato — con almeno una centralina urbana — la soglia limite delle polveri sottili: 50 microgrammi per metro cubo per più di 35 giorni l’anno.

Al Governo italiano Legambiente torna a chiedere di “rafforzare, e non indebolire, le politiche per la qualità dell’aria, intervenendo su tutte le principali fonti emissive, trasporti, riscaldamento domestico, industrie, agricoltura e allevamenti intensivi, e garantendo risorse adeguate, soprattutto nei territori più esposti come il bacino padano, dove i recenti tagli ai fondi rischiano di compromettere i risultati raggiunti e di allontanare ulteriormente l’obiettivo 2030″.

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