Cronaca

Passai carrai: le sanzioni restano. Zanacchi: "Ica ha agito in modo un po' muscolare"

L'assessore Zanacchi risponde a Portesani e ai cittadini che hanno ricevuto gli avvisi di accertamento: ICA ha agito applicando la norma ma ha usato un tono "un po' muscolare" nell'approccio ai contribuenti. E' in programma un incontro per condividere una linea di comunicazione più chiara e condivisa

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Sono circa 200  gli accertamenti esecutivi di violazione che ICA ha inviato ai cremonesi che pur utilizzando il cancello della propria abitazione per entrare e uscire con l’auto, non hanno mai fatto richiesta di concessione per il passo carraio. Di questi, una cinquantina si sono rivolti al Comune o a ICA per chiedere chiarimenti; diversi hanno pagato (si parla di 33 euro circa comprensivi di canone di 15 euro e sanzione per l’anno 2025) dicendo che non sapevano che la tassa era dovuta, mentre altri hanno detto che erano al corrente della normativa ma non si erano mai adeguati sperando di non essere individuati e sanzionati.

Lo ha spiegato l’assessore Luca Zanacchi rispondendo in Consiglio Comunale all’interrogazione di Alessandro Portesani che si era fatto portavoce delle critiche di diversi residenti colti impreparati dalla richiesta di pagamento arrivata ai primi di dicembre.

“Il cittadino che dispone di un accesso dalla sua proprietà a suolo pubblico – ha spiegato Zanacchi – può liberamente decidere di non richiedere il passo carraio se effettivamente non ne fa utilizzo e quindi non lo usa per il passaggio di mezzi di locomozione.

“Nel momento in cui però decide di utilizzarlo per passare con qualsiasi mezzo di trasporto deve richiedere la concessione e quindi pagare il canone. Nel momento in cui il cittadino paga il canone viene rilasciata l’autorizzazione concessa e numerata. Questa autorizza il proprietario a usufruire del passaggio su suolo pubblico e impedisce ad altri soggetti di stazionare con i propri mezzi davanti al passo. Nel caso si verificasse il mezzo che staziona davanti ad un passo carraio che ha ottenuto la concessione è soggetto a sanzione e a rimozione forzata”.

Zanacchi ha poi fornito chiarimenti in merito alla dicitura “laddove richiesto” nell’art 37 del regolamento comunale del CUP, che aveva ingenerato confusione: parole che “sono state appositamente inserite nel 2021 nel regolamento per sottintendere che esiste anche la possibilità, in caso non se ne faccia uso, di non richiedere la concessione del passo carraio e di conseguenza non dover pagare il canone. In passato non specificando ‘laddove richiesto’ si obbligava chiunque avesse un accesso carraio a dover pagare il canone per passo carraio anche in caso di assenza di passaggio di veicoli”. Ad esempio, ha specificato ancora Zanacchi nel caso di persone anziane che pur avendo la possibilità teorica di far passare l’automobile dal cancello, non guidassero più il mezzo.

ICA Spa ha agito secondo le norme di legge e dei regolamenti, ha detto Zanacchi, ha effettuato controlli visivi in tutte le situazioni “dubbie”, le ha fotografate e ha inviato i verbali. “Vero è – ha però aggiunto l’assessore – che l’atteggiamento di Ica è stato un po’ troppo diretto, direi ‘muscolare’ negli interventi di relazione con la cittadinanza e questo ha generato il malcontento”.

“Gli uffici comunali hanno chiesto a ICA che i prossimi eventuali accertamenti possano essere accompagnati da riferimenti normativi, più semplici e diretti in quanto le comunicazioni affiancate agli accertamenti emessi sono risultati aderenti al quadro normativo ma forse di difficile comprensione”, ha aggiunto ancora Zanacchi.

L’Amministrazione -è stato assicurato – non mancherà di muoversi garantendo il massimo ascolto e accompagnamento nei confronti dei cittadini che si sono rivolti agli uffici e che in futuro chiederanno spiegazioni; tra l’altro è già in programma un incontro con ICA per condividere una linea più chiara e condivisa”. 

Zanacchi ha inoltre evidenziato che ICA ha applicato il principio della buona fede dei contribuenti, avrebbe infatti potuto chiedere fino a 5 anni di arretrati, invece si è limitata al solo 2025. “Sono 8700 i nuclei famigliari dotati di concessione per il passo carraio – ha concluso Zanacchi -.  Credo quindi che fosse giusto operare questi controlli per una questione di rispetto delle regole ma anche per rispetto di queste 8700 persone che hanno chiesto una concessione  e la stanno pagando”.

Alessandro Portesani ha preso atto della risposta, ma tante sono le domande che restano senza risposta: “In tutta sincerità anche io pensavo che il canone non fosse dovuto nei casi che mi sono stati segnalati, quindi ritengo abbastanza comprensibile che alcuni cittadini non ne fossero a conoscenza, anche perchè non è che i regolamenti comunali siano una lettura frequente. E devo dire che a differenza dell’assessore non mi è capitato di trovare cittadini che mi dicessero di essere consapevoli di dover pagare e di contare sull’assenza di  controlli”.

Resta il “fatto politico” che il Comune è arrivato in ritardo a diffondere le informazioni che chiarissero i presupposti del canone, avendolo fatto “attraverso un post il 10 gennaio; avrebbe dovuto farlo prima che ICA avviasse la campagna degli accertamenti. Credo che questo sia il tema politico, che fa sì che possa diffondersi la sensazione in molti cittadini che l’amministrazione voglia mettere loro le mani in tasca”.

Non c’è stata invece risposta alle domande nell’interrogazione di Portesani relative alla possibilità di attuare la sospensione del pagamento in autotutela, e sulla differenza tra i diversi tipi di “passi carrai”: a raso, con abbassamento di marciapiede o altri ancora. Insomma, il “caso” ha tutta l’aria di non essere ancora chiuso.

 

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