Svuotò il conto della madre. Condannato: "Dovevo campare in qualche modo"
Due anni e nove mesi per peculato al 52enne che era l'amministratore di sostegno dell'anziana, ricoverata in Rsa
È stato riconosciuto colpevole di peculato e condannato a due anni e nove mesi, un mese in più di quanto chiesto dal pm. Imputato, un 52enne cremonese che aveva prelevato contanti dal conto corrente della madre ricoverata a Cremona Solidale.
“Ne avevo bisogno per campare”, ha detto in aula il 52enne prima della sentenza. “Non ricevevo più il reddito di cittadinanza”. Della madre, l’uomo era stato nominato amministratore di sostegno. “Non avevo capito il ruolo che stavo per ricoprire, quando il giudice mi aveva chiamato. Non mi è stata data una brochure“, si è difeso.
Gli uomini della guardia di finanza avevano svolto accertamenti bancari sui conti correnti di madre e figlio relativi agli anni 2020-2021.
Nel dicembre del 2021, a Cremona Solidale non erano state versate le rette per un totale di sette mensilità. “Il costo era di 1.050 euro al mese”, aveva raccontato l’amministratrice di sostegno che era subentrata al 52enne nella cura degli interessi della madre. La donna prendeva una pensione di 1.600 euro al mese.
Il luogotenente della finanza aveva accertato prelievi di contanti sul conto corrente dell’anziana per più di 12.000 euro. Prelievi che erano stati effettuati nel 2021 dal figlio che aveva la delega ad operare. Dal febbraio al dicembre dell’anno precedente, invece, i prelievi avevano superato i 16.000 euro. Complessivamente, nei due anni, il figlio dell’anziana aveva prelevato una somma di 29.314 euro.
Il 4 ottobre del 2021, con sette rette non corrisposte, il legale dell’Azienda Cremona Solidale aveva inoltrato un’istanza al giudice tutelare. Nell’udienza di volontaria giurisdizione che era stata fissata, il giudice aveva sentito l’imputato, dopodichè aveva deciso di rimuoverlo dalla carica di amministratore di sostegno della madre.