Cronaca

Scuola Boschetto, l'associazione invalidi: "Carenze, eccome". Presto incontro in Comune

L'Anmic si chama fuori dalla polemica politica ma conferma la presenza di barriere architettoniche nell'edificio, ad esempio nella fruizione dei bagni

La scuola prmaria del Boschetto (foto Studio B12)
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Sul tema del mancato adeguamento della scuola primaria del Boschetto per accogliere persone con disabilità ai piani superiori nonostante la recente ristrutturazione, si è scatenato un dibattito innescato dall’opposizione di Forza Italia a cui ha risposto l’amministrazione comunale e, in seguito, anche il presidente del quartiere Luigi Armillotta, che ha voluto ribadire soprattutto la qualità degli aspetti educativi, argomento che rischiava di essere travolto dalle polemiche sull’edificio. 

Ora però su alcune carenze strutturali interviene la presidente dell’Anmic Cremona (Associazione nazionale mutilati e invalidi civili) Emanuela Maiocchi: “Come direttivo – afferma – coadiuvati dai nostri tecnici, abbiamo seguito con attenzione le polemiche che hanno accompagnato la realizzazione dell’intervento di messa in sicurezza delle elementari del Boschetto.

“Dopo attenta valutazione degli elaborati progettuali, abbiamo deciso di intervenire con una nostra nota che inoltreremo la settimana prossima all’Amministrazione Comunale”.

“L’obiettivo – spiegano – non è certamente quello di denigrare il progetto nel suo insieme, che sicuramente centra gli obiettivi di messa in sicurezza dell’edificio, e neppure contestare l’offerta formativa che sarà eccellente grazie alla professionalità del personale docente e non, il nostro scopo è semmai creare le condizioni affinché di queste eccellenze possano usufruirne tutti in completa autonomia.

“E’ bene ricordare che l’autonomia nella fruizione di servizi pubblici è garantita per legge da circa 40 anni al punto che ogni progetto che non rispetta questa regola non potrebbe accedere a contributi pubblici.
Per quelli poi finanziati con fondi PNNR le regole sono ancor più stringenti poiché oltre alla eliminazione delle Barriere architettoniche e sensoriali, debbono garantire inclusività e autonomia nella fruizione degli spazi, anche attraverso una progettazione pensata per tutti (for all )”.

L’Anmil ricorda quello che era uno degli obiettivi del progetto, anche se non primario, elencato nella relazione accompagnatoria, nel punto in cui si legge che “….gli interventi si articolano come segue: interventi mirati alla eliminazione delle barriere architettoniche dei piani terra e primo…”.

“La Presidenza del Consiglio dei Ministri- continua la nota – ha ritenuto talmente importante che i progetti finanziati con i fondi PNNR rispettassero la vigente normativa in tema di Barriere, che ha incaricato l’Osservatorio Nazionale sulle Condizioni delle Persone con Disabilità, di effettuare una ricognizione, anche mediante apposito questionario, su tutte le opere finanziate in Italia.

“A noi risulta, ma onestamente speriamo di esser smentiti nell’incontro con gli assessori che avverrà a breve, che vi siano problemi di fruibilità dei bagni per disabili, sia per la presenza di scale, che per le ridotte dimensioni di alcuni spazi; che non vi sono servizi igienici per disabili adulti; che non vi siano linee guida; che non vi siano indicazioni tattili per non vedenti in prossimità di pericoli e altro”.

L’Anmic prende le distanze dalla politica: “Siamo assolutamente esterni a giochi politici e alla ‘propaganda fatta sulle spalle dei bambini’, anzi ci auguriamo che l’invito a ‘non lasciarsi condizionare dalle polemiche, ma ad affidare i propri figli alla competenza e alla qualità educativa della nostra scuola primaria’, possa essere colto da tutti i genitori indipendentemente dalle peculiarità fisiche, psichiche o sensoriali dei figli”.

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