Futuro Vanoli, il presidente della Virtus Roma: “No a franchigie costruite a tavolino”
Massimiliano Pasqualini interviene sulle pagine del Messaggero sull'operazione che potrebbe portare al trasferimento della Vanoli a Roma
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Le parole di Massimiliano Pasqualini, presidente della Virtus Roma, stanno cambiando il tono della vicenda che nei giorni scorsi aveva scosso anche la Cremona del basket. Se fino a ieri si parlava di investitori internazionali interessati ad acquistare la società di Serie A per trasferirla nella Capitale, oggi la Virtus GVM Roma 1960 prende posizione pubblicamente e respinge l’idea di una “franchigia costruita in laboratorio”.
“Roma non ha bisogno di una franchigia costruita in laboratorio o di un “basket di plastica” che ignora il tessuto sociale e sportivo della città – ha dichiarato Pasqualini al Messaggero -. I tifosi della Virtus si sono rigenerati con noi, partendo dalle minors, e meritano rispetto, non operazioni a tavolino”.
Un messaggio che potrebbe cambiare il destino delle due società e spegnere per sempre una voce che sembrava prendere sempre più corpo “Il basket a Roma è già tornato – aggiunge il presidente virtussino -. Abbiamo un piano chiaro per continuare a crescere e riportare la Virtus all’altezza della sua storia e il basket romano ai vertici. Un progetto solido e sostenibile basato sui fatti, non sulle chiacchiere, sui risultati costruiti sul parquet, non comprati a tavolino”.
Sulla carta la trattativa può rappresentare un’opportunità positiva, ma “legare il futuro della pallacanestro romana esclusivamente a logiche di marketing americano, senza una base solida e senza il rispetto del merito sportivo italiano – prosegue Pasqualini -, rischia di creare un danno incalcolabile. Se il progetto dovesse subire rallentamenti o mutare forma, cosa resterebbe di una squadra senza radici? Soltanto macerie”.
Parole che, indirettamente, incidono anche sulla narrazione legata alla Vanoli Cremona. Nei giorni scorsi il nome del club biancoblù era stato accostato alle indiscrezioni su una possibile cessione del titolo, scenario poi inquadrato dalla nota ufficiale del presidente Aldo Vanoli, che aveva confermato contatti e interlocuzioni ma “nessun accordo definitivo”, ribadendo la piena concentrazione sugli obiettivi sportivi e sulla sostenibilità futura del progetto.
Ora il quadro si arricchisce di un elemento ulteriore: la Roma del basket, attraverso le parole del suo presidente, rivendica il percorso costruito “dal basso” e respinge l’idea di una scorciatoia. Questo non chiude automaticamente ogni scenario, ma cambia l’equilibrio del racconto. Da una parte investitori interessati a un titolo di Serie A; dall’altra una realtà romana che difende identità, merito sportivo e continuità. In mezzo, società come Cremona che lavorano per la salvezza e per la stabilità, con il campo ancora al centro.
Domenica la Virtus sarà in campo a Livorno per una partita che vale il primato nella stagione regolare e a marzo in Coppa Italia “per dimostrare che il basket a Roma sta tornando grande nonostante qualcuno non se ne sia accorto”, chiosa Pasqualini.