Inaugurato "Il Bontà": Cremona entra tra le 48 “Città del formaggio" italiane
Al taglio del nastro ha partecipato anche l’eurodeputato Massimiliano Salini, che ha sottolineato il ruolo strategico del riconoscimento Unesco
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È stata inaugurata questa mattina l’edizione 2026 de Il Bontà, il salone delle eccellenze enogastronomiche a Cremonafiere dal 21 al 23 febbraio. Al taglio del nastro ha partecipato anche l’eurodeputato Massimiliano Salini, che ha sottolineato il ruolo strategico del riconoscimento Unesco.
Oggi Cremona ha ricevuto ufficialmente il titolo di “Città del Formaggio” conferito da ONAF – Organizzazione Nazionale Assaggiatori di Formaggio: premiata una delle capitali italiane della filiera lattiero-casearia e del turismo gastronomico.
La cerimonia, svoltasi nella giornata di apertura della manifestazione, ha celebrato Cremona e il suo territorio quale eccellenza della produzione lattiero-casearia italiana, riconoscendo il profondo legame tra il territorio e l’arte casearia. Un territorio che annovera due grandi DOP del patrimonio gastronomico italiano: Provolone Valpadana e Grana Padano. Un attestato che valorizza una tradizione consolidata e un patrimonio di prodotti caseari di immenso valore, espressione autentica della cultura e dell’identità cremonese.
Con questo prestigioso riconoscimento, Cremona entra ufficialmente nella rete nazionale delle Città del Formaggio, consolidando il proprio ruolo di punto di riferimento nel panorama lattiero-caseario italiano e rafforzando la propria vocazione come destinazione d’eccellenza per il turismo enogastronomico.
“Oggi Cremona riceve con orgoglio un riconoscimento importante per la città e per l’intera filiera lattiero-casearia del nostro territorio. Non si tratta solo di un titolo, ma di un attestato concreto del valore e dell’eccellenza di un sistema fatto di imprese, prodotti e persone: famiglie che lavorano ogni giorno custodendo tradizioni e rafforzando l’identità agricola della nostra terra. – commenta il sindaco di Cremona Andrea Virgilio – Celebriamo questo traguardo inaugurando il salone del gusto per eccellenza, il Bontà & Gusto Divino, che grazie alla nostra Fiera e a Sgp Grandi Eventi valorizza e promuove i sapori italiani, dando voce al meglio del comparto agroalimentare. Un ringraziamento speciale a ONAF per aver promosso questo percorso e per il costante impegno nella promozione della cultura e della qualità casearia italiana”.
Il Presidente ONAF, Pietro Carlo Adami, ha sottolineato l’importanza strategica del progetto: “Il progetto delle Città del Formaggio, nato nel 2020, ha raggiunto la quota di 48 città insignite di questo titolo. È stata inoltre istituita la Giornata Nazionale del Formaggio il 12 luglio, in occasione di San Lucio, patrono dei caseari. Un’iniziativa dal valore strategico per l’intero settore: sancire una giornata dedicata ai formaggi significa dare riconoscimento a tutto il comparto, rafforzando il legame tra produttore, consumatore e distribuzione.
Cremona e tutte le Città del Formaggio devono unirsi nel progetto di promozione del turismo caseario, che sta riscontrando un notevole successo. Cremona è quindi ambasciatrice dei prodotti caseari di questo territorio e testimone di una cultura alimentare che merita di essere tramandata e valorizzata”.
“Il riconoscimento di Cremona come ‘Città del Formaggio’ rappresenta un motivo di grande orgoglio per l’intero territorio e per il sistema fieristico cremonese. Ospitare la cerimonia inaugurale nell’ambito de il BonTà & Gusto Divino, manifestazione che celebra quest’anno il traguardo dei 20 anni, significa raccontare il territorio e le nostre eccellenze agroalimentari attraverso un evento che è diventato punto di riferimento per appassionati e operatori.- spiega Roberto Biloni, Presidente di CremonaFiere – Questo importante risultato si inserisce nel più ampio ruolo di CremonaFiere nella valorizzazione del territorio: dalle Fiere Zootecniche Internazionali, che raccontano e rappresentano l’intera filiera lattiero-casearia a partire dalla produzione, fino a eventi come il BonTà & Gusto Divino, dove possiamo vedere il risultato finale della filiera stessa, degustando e acquistando prodotti non solo lombardi ma provenienti da diverse regioni italiane.
È un percorso coerente che unisce produzione, trasformazione e consumo, rafforzando l’identità agroalimentare del nostro territorio e confermando la Fiera come motore di promozione e sviluppo.”