Nessuna estorsione del "branco" a un disabile. A chiedere denaro era "la vittima"
Al Cambonino non c'era un gruppo di ragazzini che aveva estorto denaro ad un 40enne disabile. L'uomo è stato inchiodato dai video. Imputato assolto
Per chi ha indagato, Yassine, l’unico maggiorenne di un gruppo di ragazzini residenti al quartiere Cambonino, sarebbe stato il capo della “gang” che dal marzo del 2022 all’ottobre del 2024 avrebbe preso di mira un napoletano di poco più di 40 anni con ridotte facoltà fisiche e mentali, facendogli continue richieste estorsive. “Se non mi dai 100 euro, domani entro in casa tua e ti accoltello”. Oggi, però, Yassine, assistito dall’avvocato Alessandro De Nittis, è stato assolto in udienza preliminare con formula piena. E’ infatti emerso che a chiedere denaro, altri non era che la stessa presunta vittima. Ad inchiodare il 40enne, alcuni video girati dall’imputato.
“Se mi regali venti euro mi faccio dieci anni di galera per te“, dice il 40enne a Yassine, che gli domanda come mai dovrebbe farsi dieci anni di galera per lui. “Mi prendo tutte le colpe io“, gli risponde l’interlocutore. “Dico a tutti che ho fatto tutto io, prestami venti euro. Lo so che sono io che mi sono tutto impaurito, mi sono fatto i film in testa. Prestami i venti euro, poi te li ridò. Ho capito che ragazzo sei, sei il migliore. Ne usciamo”. “Ma tu hai detto che io ti ho preso 3.000 euro”, ribatte Yassine. “Dirò che è falso“, gli risponde l’altro, che rivela di voler comprare eroina. “Ma secondo te io posso darti i soldi per prendere l’eroina?”, gli chiede l’imputato.

La denuncia, il 40enne l’aveva sporta contro ignoti nell’ottobre del 2024 presso il comando della polizia locale di Cremona, dove si era fatto accompagnare dalla madre. Secondo l’accusa, il gruppo di ragazzi lo avrebbe sottoposto a pressioni, citofonandogli a casa in piena notte, minacciandolo, colpendolo con calci e pugni e costringendolo a consegnare loro denaro a più riprese: 20/30 euro al giorno, per un ammontare complessivo di 3.000 euro.
In seguito alla denuncia, gli agenti della polizia locale avevano organizzato servizi di osservazione e di pedinamento. Le indagini avevano permesso di risalire ai nomi dei presunti responsabili, tra cui quello di Yassine, che era stato denunciato. Un minore era invece stato arrestato non per estorsione, ma per resistenza a pubblico ufficiale.
Per il maggiorenne Yassine, le indagini difensive hanno fatto emergere un’altra verità: secondo l’avvocato De Nittis, “non ci sono elementi idonei a sostenere l’accusa del reato di estorsione”, e ha sottolineato “l’assenza di riscontri oggettivi o tecnici, come intercettazioni, video o testimonianze diversi da quanto dichiarato dalla presunta vittima, che è un tossicodipendente che fa un uso smodato di droghe pesanti“.
“Nelle indagini dell’ottobre del 2024”, ha sostenuto la difesa, “non c’è alcun riferimento al nome dell’imputato e durante i vari appostamenti il mio assistito non è mai stato visto avvicinarsi alla parte offesa, o citofonargli, o contattarlo in qualche modo per chiedergli del denaro“. Il legale della difesa si è poi riportato al video, girato dall’imputato e prodotto agli atti, in cui il 40enne “chiede con insistenza soldi per acquistare da terzi eroina da fumare”.
“Abbiamo minato la credibilità della persona offesa“, ha commentato l’avvocato De Nittis, “producendo alcuni video nei quali si vede che il signore non è assolutamente impaurito dall’imputato. Anzi. E’ lui che chiede i soldi al mio assistito. I filmati sono stati visionati dal giudice che ha dichiarato il non doversi procedere perchè il fatto non sussiste”.
Ora il legale si riserva di inoltrare una denuncia per calunnia nei confronti del 40enne.