Cronaca

Bloccati in Thailandia dopo lo stop ai voli: “Non sappiamo quando torneremo”

Chiara e Luca, in viaggio di nozze, si trovano bloccati a Phuket: “Siamo in un posto molto bello e siamo al sicuro, ma non sappiamo quando partiremo"

Il servizio di CR1
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Il rientro dal viaggio di nozze è diventato un’attesa senza fine con nessuna certezza su quando poter tornare a casa. Chiara Ravara, infermiera cremonese, e Luca Zini, suo marito, sono bloccati a Phuket dopo la cancellazione del volo di rientro verso l’Italia. 

La coppia era partita il 16 febbraio. Bangkok, Chiang Mai, Chiang Rai e infine Phuket, ultima tappa di una settimana tra mare e isole: “Fino a qua tutto bene, la Thailandia è meravigliosa – raccontano -. Poi, due giorni prima della partenza, la notizia del conflitto in Medio Oriente e le prime incertezze sui collegamenti aerei”.

Il rientro era previsto con scalo a Doha, in Qatar, come all’andata. “Ci avevano rassicurato dicendo che Doha non fa parte degli Emirati Arabi e che saremmo partiti regolarmente. Ci hanno anche mandato le carte d’imbarco”, spiega Chiara. Ma il giorno successivo arriva l’allerta della possibile cancellazione del volo.

Alle 4 del mattino un taxi li accompagna in aeroporto a Phuket: “Arriviamo al gate Qatar e lo troviamo chiuso. Le hostess ci dicono di rivolgerci alla nostra agenzia o di cercare un altro volo. Siamo andati all’assistenza Qatar ma c’era la serranda abbassata, solo due cartelli con numeri di telefono e un’e-mail.

Davanti a loro, uno scenario caotico: “L’aeroporto era pienissimo, persone accampate ovunque. Famiglie intere sedute o sdraiate per terra, gente che dormiva sulle valigie perché non aveva più un posto dove andare”. Molti viaggiatori avevano organizzato il viaggio autonomamente e, senza coperture alberghiere, sono rimasti nello scalo in attesa di notizie. “Abbiamo passato cinque o sei ore lì, seduti su una sedia o per terra. Se ti alzavi perdevi il posto”.

Con sei ore di fuso orario, in Italia era notte e le agenzie erano chiuse. Solo alle 8 del mattino locali li contatta il referente italiano a Phuket, che organizza un trasferimento in un resort vicino all’aeroporto. “Siamo in un posto molto bello e siamo al sicuro, ma non sappiamo quando partiremo. Prima ci hanno detto una notte, poi due, poi tre. Noi siamo qua con la valigia metà aperta e metà chiusa”. La coppia sottolinea l’assistenza ricevuta dall’agenzia cremonese che li ha seguiti: “Ci stanno seguendo in modo eccellente, sono sempre presenti e cercano di inserirci in qualche volo. Possiamo capire che non siamo gli unici italiani bloccati, ma almeno avere una minima certezza”.

A intervenire è il referente italiano a Phuket, che organizza un trasferimento in un resort vicino all’aeroporto. “Siamo in un posto bellissimo, stiamo bene, ma non sappiamo quando partiremo. Prima ci hanno detto una notte, poi due, poi tre. Noi siamo qua con la valigia metà aperta e metà chiusa”.

La coppia sottolinea l’assistenza ricevuta dall’agenzia cremonese che ha organizzato il viaggio e ha fornito assistenza continua: “Ci stanno seguendo in modo eccellente, sono sempre presenti. Stanno cercando di inserirci in qualche volo, in qualche rotta. Possiamo capire che non siamo gli unici italiani bloccati, ma almeno avere una minima certezza”. Diversa l’esperienza con la compagnia aerea: “Ci hanno prospettato l’opzione di cercare un volo autonomamente con costi di 4-5 mila euro a testa, senza neppure la garanzia di riuscire a partire”.

Intanto i giorni passano. Chiara dovrebbe rientrare al lavoro in ospedale, Luca ha già dovuto cancellare numerosi appuntamenti professionali: “Siamo in un resort con piscina, è vero, ma abbiamo impegni a Cremona e non sappiamo cosa fare”.

Restano in attesa di un corridoio operativo che permetta di rientrare in Italia. “Si spera di trovare una soluzione nei prossimi giorni. Per ora siamo qui, isolati e un po’ spaventati, senza sapere quando torneremo a casa”.

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