Cronaca

Colonia felina via Bissolati, Severino: "Accampati da due anni e mezzo"

La colonia felina di via Bissolati è in difficoltà con solo 25 gatti rimasti e un futuro incerto. Volontari lottano per aiutarli senza un luogo adeguato

Alcune immagini della colonia

Sono rimasti meno di 30 gatti in quella che era la più grande colonia felina cittadina, quella in via Bissolati, da cui Apac era stata sfrattata quasi tre anni fa, e nel cui giardino l’assicuazuibe aveva trovato rifugio, dentro ad alcuni container disposti dal Comune. Una soluzione che avrebbe dovuto essere temporanea, ma che si sta prolungando a tempo indeterminato.

“Purtroppo siamo ancora accampati, ormai dall’estate del 2023, con due container, due tendoni e varie cucce per i gatti” racconta la presidente, Caterina Severino. “Al momento, più o meno, ne abbiamo poco più di 25”.

La colonia è andata via via depopolandosi, “un po’ perché negli anni ne abbiamo dati diversi in adozione, un po’ perché quelli anziani e malati purtroppo sono morti e quindi la colonia si è molto ridotta” continua Severino.

Per quanto riguarda i nuovi arrivi, che non possono essere più portati in quella location, le volontarie devono fare i salti mortali per trovare soluzioni, considerando che non hanno più un luogo di riferimento: “Gli abbandoni purtroppo non si arrestano, e spesso ci tocca cercare stalli tra i cittadini, o ce li portiamo a casa direttamente noi volontari”.

Peraltro, l’area presenta non pochi problemi di sicurezza: già più volte è capitato che degli alberi cadessero sui container, che quindi si fosse in una situazione di potenziale pericolo. “L’ultimo episodio un paio di settimane fa, quando una pianta era caduta sul posto dove laviamo le ciotole. L’ennesima. Ci vorrebbe un intervento di manutenzione del verde” spiega la presidente.

Intanto si prolungano i tempi per l’assegnazione della gestione dell’oasi felina di via Brescia, per la quale già due bandi sono andati deserti. Bandi a cui neppure Apac ha partecipato, per vari motivi, “innanzitutto economici. Per il primo bando l’offerta era di 6.000 euro, ed erano veramente molto pochi per la gestione di una struttura del genere. Successivamente ne sono stati offerti 32mila, e ci si poteva anche fare un pensiero, se non fosse che le norme del bando pongono condizioni inaccettabili per associazioni di soli volontari. Tenere aperta una struttura 4 ore al giorno diventa un lavoro. Poi bisogna avere il veterinario fisso, e sono altri costi. Ci sono da mettere gli arredi e tutto, le cucce, insomma, tutto”.

A fronte di questo, la convenzione dura solo tre anni. “Il comune avrebbe dovuto preparare la struttura con tutti i crismi e mettere anche una rete di copertura, perché la zona, oltre che rumorosa, con la tangenziale e tutto, è pericolosa per un gatto”.

Intanto le associazioni attendono che il Comune le contatti per confrontarsi sul tema della gestione, in quando dopo due bandi andati deserti qualcosa dovrà cambiare: “L’ideale sarebbe avere un dipendente comunale che lavori lì” conclude Severino.

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