Forzata la centrale elettrica della Sogis e rubati i fili di rame. Incertezza sul bottino
Gran parte del materiale (inizialmente sembrava fosse la totalità) è stato abbandonato all'esterno della ditta. Accertamenti in corso da parte dei Carabinieri
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Un’altra tegola sulla Sogis, l’azienda chimica di Sospiro sull’orlo del fallimento dove 51 famiglie sono senza stipendio da mesi. Domenica sera, tra le 19.30 e la mezzanotte, ignoti sono entrati dal cancello di via Pozzi, hanno fatto saltare la luce dalla centralina elettrica che alimenta i fabbricati e hanno sfilato i cavi che servono la ditta. Quindi è stata tolta la guaina in plastica che li ricopriva per ottenere il metallo e i fili sono stati tagliati. Gran parte di questo materiale (inizialmente sembrava fosse la totalità) tuttavia è stato abbandonato all’esterno della ditta.
Il furto è stato denunciato oggi da uno dei responsabili della produzione ai carabinieri di Sospiro, ma non è chiara l’entità del materiale effettivamente rubato e sono in corso accertamenti. Il valore quantificato dall’addetto, infatti, sarebbe eccessivamente elevato per la quantità di rame portato via, visto che una parte abbondante è rimasta sul piazzale.
Dopo anni di perdite, nel 2024 il pacchetto di maggioranza è stato ceduto alle società 7B-OIL Distribuzione e SEVEN B OIL Srl, per poi passare, nel luglio 2025, alla società inglese Multiasset Management Limited.
Da quel momento, promesse di ricapitalizzazione e rilancio ma nessun atto concreto. Ad oggi, gli impianti sono fermi, i conti correnti pignorati e gli stipendi non pagati.
Il fermo degli impianti, avvenuto nell’aprile 2025 a seguito dell’interruzione della fornitura di gas da parte di Shell Energy per insolvenza, ha aperto una crisi molto grave. Non è stato presentato alcun piano industriale, non sono arrivati investimenti e non esiste alcuna certezza per i lavoratori.
Attualmente i dipendenti si trovano in una condizione di estrema difficoltà, tra pagamenti diretti INPS per la cassa integrazione, retribuzioni erogate solo parzialmente e anticipi promessi nei tavoli negoziali ma mai corrisposti.