Guerra e caro energia, Ferraroni: “Dipendiamo troppo dalle forniture di altri paesi”
A lanciare l'allarme è il presidente dell'Associazione Industriali della provincia di Cremona
Se da un lato c’è l’evidente disastro umano di perdita di vite e feriti, il conflitto che vede coinvolte Stati Uniti d’America, Israele ed Iran sta irrimediabilmente danneggiando l’economia di tutto il globo, Italia compresa.
Il sistema produttivo lombardo e Cremonese subiscono soprattutto del rialzo del costo dell’energia con i rincari su petrolio e gas, problema che sottolinea anche il presidente dell‘Associazione Industriali della provincia di Cremona Maurizio Ferraroni: “La sfida è il futuro e vedere per quanto durerà questa tensione, dove a mio avviso le alternative sono due. Una fase temporanea di tre, quattro, cinque settimane e poi probabilmente si potrebbe tornare ai valori di prima. Oppure, se vengono bombardati degli stabilimenti e delle raffinerie e mancherà effettivamente il gas e il petrolio, questo momento di difficoltà andrà avanti per mesi ed è evidente che anche in questo contesto si vede il fatto della dipendenza dell’energia dall’estero, dagli altri paesi”.
“Le ripercussioni saranno sul sistema paese, sulle industrie e sulle famiglie – prosegue Ferraroni -. Oggi più che mai ci rendiamo conto che avere delle centrali nucleari che possano produrre l’energia a certi costi fa sì che il paese sia attraente, vincente oppure un paese perdente”.
Ad essere danneggiato è poi il commercio, continua Ferraroni: “Tutti i paesi ne risentono e oggi non c’è una parte del mondo che non soffra di questa situazione, partendo anche dalla Cina, perché se poi i mercati non girano anche in prodotti cinesi qualche parte devono andare e noi come paesi che viviamo molto sull’esportazione fortunatamente con i canali aperti questa situazione economica e geopolitica sicuramente non ci favorisce”.