Cronaca

La guerra pesa sul petrolio: carburanti alle stelle, in vista dei 2 euro al litro

In pochi giorni i prezzi di gasolio e benzina sono impennati, con aumenti vertiginosi. Danni per tutti (e qualcuno parla di speculazione)

L'aumento del prezzo dei carburanti
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Una crescita vertiginosa, con cifre che così alte non si vedevano da anni.
La guerra in Medio Oriente, con la crisi dello Stretto di Hormuz, ha fatto impennare il prezzo del petrolio e, di conseguenza, quello del carburante al distributore.

Anche Cremona non fa caso a sé in una situazione che si fa sempre più drammatica di ora in ora: la benzina ha superato quota 1,70 euro al litro, mentre il gasolio oscilla tra 1,80 e oltre 1,90 euro. Si tratta di aumenti superiori ai 10-15 centesimi rispetto a solo un paio di giorni fa. Stabile, almeno per il momento, il GPL.

Un cavallo imbizzarrito che non accenna a rallentare la sua corsa, con valori che riportano alla mente l’inizio del conflitto in Ucraina. Ora i danni colpiscono tutti: consumatori, aziende, e qualcuno parla già apertamente di speculazione.

“A mio avviso i prossimi giorni saranno caratterizzati da fortissimi aumenti – racconta un benzinaio –. Credo che ci sia, in questa fase iniziale, parecchia speculazione. È una situazione preoccupante, soprattutto perché anche i costi dei trasporti aumenteranno parecchio. Alcuni clienti mi hanno già anticipato che valuteranno se fermare i mezzi oppure proseguire nonostante cifre davvero difficili da sostenere”.

“In questi due o tre giorni abbiamo già subito un calo di clienti del 15-20% rispetto alla settimana scorsa – aggiunge un collega –. Tutti si lamentano, è normale: fino a qualche settimana fa costava 30-35 centesimi in meno. Ora è un continuo malcontento“.

Secondo le previsioni, il raggiungimento dei 2 euro al litro non sarebbe troppo lontano. Nel frattempo, il Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIt) ha rafforzato il monitoraggio dell’intera filiera di benzina e gasolio e ha trasmesso i primi risultati delle verifiche alla Guardia di Finanza.

Se per comprendere l’andamento reale sarà necessario attendere ancora qualche giorno, la fiducia è già oggi ai minimi.
“Mi aspetto un messaggio di aumento stanotte, e così per i prossimi giorni. Secondo me, nel giro di poco raggiungeremo pericolosamente di nuovo i 2 euro al litro. L’ultima volta, nel 2022, era intervenuto direttamente il governo Draghi con un taglio importante delle accise: potrebbe essere un primo passo utile anche oggi. Poi, ovviamente, tutto dipenderà dall’esito e dalla durata di queste problematiche”.

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