Cronaca

Nicholas, cremonese a Phuket. L'odissea del rientro: scali in Vietnam, Corea del Sud, USA, Portogallo

"Ci riteniamo comunque fortunati", racconta il giovane cremonese. "Se tutto va bene arriveremo sabato notte"

Il servizio di Giovanni Rossi
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È un’odissea, seppur in luoghi da sogno e di villeggiatura. Nicholas è uno dei tanti italiani bloccati dall’altra parte del mondo. Si trova in Thailandia, sarebbe già dovuto rientrare ma il suo volo è stato cancellato.

“Un po’ ce l’aspettavamo ovviamente – racconta a CR1 il giovane artista di musical e consulente di viaggio. Il nostro volo passava per il Qatar con uno scalo a Doha. Non vi nego che ci siamo preoccupati molto ieri quando la compagnia ci ha cancellato senza darci delle garanzie. Ci hanno proposto semplicemente o un rimborso della tratta di rientro, oppure di tenere buono il volo per i prossimi 14 giorni, rientrando alla cieca alla prima occasione disponibile. Saremmo però dovuti rimanere qui a spese nostre”.

La soluzione però nel suo caso è stata trovata in tempi celeri: un rientro verso l’Italia che tuttavia prevede letteralmente il giro del mondo. Continua: “Ora stiamo partendo per Bangkok, domani prenderemo una serie di voli con scali improponibili per rientrare in Italia. Faremo Bangkok-Vietnam, dal Vietnam ci sposteremo a Seul in Corea del Sud, da Seul un volo diretto per San Francisco, quindi passeremo negli Stati Uniti d’America, da San Francisco a Lisbona e da Lisbona finalmente a Milano-Malpensa. Se tutto va bene arriveremo il 7 marzo alla sera tardi”.

Un viaggio della speranza, con la consapevolezza che non si tratta certo di una disgrazia rispetto a quanto stia succedendo in altre parti del mondo: “Noi ci riteniamo fortunati, anche se chiaramente come potete immaginare i voli di rientro sono costati tantissimo. Non c’era nulla nemmeno passando per la Cina. Siamo però contenti di aver trovato una soluzione, a differenza di tanti italiani, anche nostri amici che sono ancora, tuttora bloccati in Thailandia con le compagnie aeree che non rispondono o che li lasciano abbandonati a loro stessi”.

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