Dubai ancora sotto attacco. Cristiano Crotti resta bloccato: "Contattati dal console, dobbiamo attendere"
Il medico cremasco in servizio all'ASST di Cremona: "Precedenza per il rientro a persone fragili e famiglie con bambini. Attendiamo ma stiamo comunque bene"
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È ancora bloccato a Dubai e per il momento non sembrano esserci soluzioni all’orizzonte. Abbiamo raggiunto Cristiano Crotti, medico cremasco in servizio all’ASST di Cremona in occasione del nuovo attacco tramite drone all’aeroporto di Dubai. L’attacco ha provocato un’esplosione nei pressi di un aereo fermo nello scalo.
Tutti i voli Emirates sono stati sospesi. L’aeroporto, dopo ore di stop, ha annunciato la ripresa parziale delle operazioni ma il traffico aereo continua, per ovvie ragioni, a singhiozzare. Crotti, a Dubai, con la famiglia e una coppia di amici, sarebbe dovuto rientrare il 28 febbraio. Ci racconta, tuttavia, con un briciolo di stanchezza, che i rientri vengono organizzati dando la precedenza ad alcune categorie di persone.
“Questa mattina c’è stato un sorvolo di aerei e un drone ha bloccato lo spazio aereo per qualche ora in aeroporto. Siamo stati contattati direttamente dal console generale per avere informazioni sul nostro stato. Lo ringraziamo molto e ci ha confermato che il rientro attualmente è facilitato per persone con fragilità e per famiglie con bambini piccoli”.
Sperano nell’ipotesi del passaggio in Oman, soluzione già praticata per altre persone nelle loro stesse condizioni. Ma anche in questo caso non si tratta di una procedura semplice.
“Il passaggio in Oman non è così semplice. In realtà diventa tutto molto più complesso di quello che viene descritto. Per ora non abbiamo ancora una data precisa di rientro”. Conclude: “Ci tenevo però a sottolineare che comunque noi stiamo bene“.