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La Juvi tiene testa alla capolista per 35'. Il finale sorride a Pesaro che vince 76-64

La Ferraroni combatte con grinta ma non riesce a fermare Pesaro. L'espulsione controversa di Allen e la reazione della VL nel finale decidono la gara

Tommaso Vecchiola in Pesaro-Juvi
Fill-1

La Juvi è un osso duro, ma alla fine passa la capolista: dopo 40’ di autentica battaglia, gli oroamaranto cedono il passo a Pesaro, che strappa i due punti con il punteggio di 76-64. Prestazione di spessore per la Ferraroni, in gara per almeno 35’ contro la prima della classe nonostante la prematura e opinabile espulsione di Kadeem Allen. La VL per tre quarti si ritrova spesso ad inseguire, ma nel quarto periodo scalda la mano da tre punti e si scrolla di dosso una coriacea Juvi.

Ritmi indiavolati in avvio: in meno di 3’ è 8-7 Juvi, con Garrett e Miniotas subito punti di riferimento e difese che ancora devono prendere le misure, per quanto l’aggressività non manchi. Vecchiola e Allinei ringhiano rispettivamente su Tambone e Bucarelli, ma a fare la voce grossa è il barbuto lituano con la maglia della VL, che scrive l’11-8 locale mettendone 8 di quegli 11. Bortolin dalla media e Allinei con la bomba griffano la reazione oroamaranto, ma dall’altra parte Bucarelli e il neoentrato Jazz Johnson si mettono in partita: 18-13 Pesaro al 7’ e timeout Bechi.

Ci sarebbero tutti i presupposti per un parziale della capolista, ma la Juvi piazza un paio di buone difese e, con pazienza, lucra sul bonus avversario e cavalca i propri americani, scrivendo un parziale di 8-0 coronato dalla gran tripla di Garrett sul finire del periodo. Al primo riposo è 21-18 Juvi, la sosta sembra non aver spento la fiammella.

Si riparte con una pimpante VL, animata dalla verve di De Laurentiis che ne mette 4 in fila. I gigliati provano a cavalcare la mano di Barbante che però litiga con il canestro, ma ad animare la partita ci pensa la terna arbitrale: Tambone ferma con un brutto fallo a metàcampo Allen, a cui il gesto piace proprio poco e reagisce con veemenza venendo trattenuto dai compagni. Sembra finita lì, ma la scelta dei grigi, nonostante un apposito consulto, è una più che discutibile doppia espulsione. La partita si surriscalda, tuttavia a beneficiarne è la Juvi, che dopo 3’ 30’’ rompe il digiuno e con Bartoli e Garrett costringe Leka al timeout (23-25 al 14’).

L’inerzia è volubile e cambia di nuovo padrone, dato che la capolista esce dalla chiacchierata con un parziale di 9-2, tamponato provvidenzialmente da una scorribanda di Vecchiola e da un canestro di classe pura di un Garrett da stropicciarsi gli occhi (32-31 al 18’). Pesaro prova ad allungare con i liberi di Johnson, Panni si sblocca, ma a chiudere il primo tempo con il naso avanti sono i padroni di casa grazie all’1vs1 di Bucarelli allo scadere (36-35).

Ci vuole un po’ di pazienza per vedere il primo canestro del secondo tempo e tanto per cambiare è di Miniotas, che dà il là ad un parzialino Pesaro di 6-2, ma Bechi si gioca la zona 2-3, concretizzata dall’altra parte da un bel movimento di Bartoli e da un’altra tripla di Garrett. I contatti abbondano a differenza delle percentuali, ma a muovere il tabellino è Pesaro, che manda Miniotas in lunetta con risultati non sempre egregi. Alla Juvi servirebbe una scossa e allora sale in cattedra il capitano: due triple in altrettanti possessi di Panni per il 50-45 Juvi, subito annullato dal 5-0 VL. Vecchiola va dentro e lucra due liberi: 52-50 Juvi al 30’, si respira aria di battaglia.

Il quarto periodo si apre con un fin troppo facile canestro di Trucchetti e Bechi non ci pensa un secondo a chiamare timeout. Il messaggio è chiaro, chiarissimo. Il minuto tuttavia non sortisce tuttavia l’effetto sperato, dato che Bertini ne mette immediatamente 5 in fila allungando il parziale sul 7-0 per il 57-52 VL. Bechi non molla, e al 32’ si gioca un altro timeout. Ne escono un pugno di possessi infruttuosi, con l’unico plus nel tenersi in vita con i rimbalzi in attacco. E allora Bechi si gioca pure il terzo minuto di sospensione, con poco meno di 7’ ancora da giocare.

La scintilla prova a darla Vecchiola con lo scippo su Bucarelli e il cioccolatino per Panni, ma la capolista ritrova le percentuali dalla lunga e con tre triple in altrettanti possessi scrive il 70-57 con poco piu’ di 3’ sul cronometro. Servirebbero punti veloci e Panni e Bartoli non si fanno pregare per il -9, ma ormai Bertini vede la proverbiale vasca da bagno al posto del canestro e con altri due siluri sigilla la partita con il decisivo +15, con Garrett che poi ritocca il tabellino con il gioco da tre punti che scolpisce il 76-64 finale.

35’ alla pari con la capolista, con il dubbio di cosa sarebbe potuta diventare questa partita potendo contare su Allen. Ci ha provato Garrett a tenere in piedi la baracca, con una prova da 22 punti con il 60% dal campo, ma Pesaro è stata più precisa nei momenti cruciali e cinica nel punire il brutto 20% da tre gigliato, che ha vanificato una prestazione difensiva di spessore. Si è persa una battaglia, ma si è sul pezzo. E il finale è ancora tutto da scrivere.

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