Sonia Mezzadri, il ricordo del figlio Nicolas Comati all'Einaudi
Mezzadri ha lanciato il suo messaggio carico di umanità e di gentilezza anche a “Tú sí que vales” ed ad “Amici”
Da Busseto all’istituto “L. Einaudi”, nel nome del figlio Nicolas Comati.
E’ questa la missione di Sonia Mezzadri: perpetuare il ricordo di Nicolas, che se n’è andato, a soli vent’anni, a causa di un incidente stradale, verificatosi il 25 novembre 2018. Il ragazzo si stava facendo accompagnare ad un compleanno da tre amici, che, a differenza sua, sono sopravvissuti. Non si tratta, però, di mera commemorazione o della sofferta condivisione di un’esperienza dolorosa. Cogliere unicamente tali aspetti sarebbe riduttivo e non rispecchierebbe a fondo la personalità di Sonia, che è un’autentica guerriera, una persona generosa, estroversa, cordiale, concreta e forte, proprio come Nicolas, che è stato molto amato, in virtù della sua attenzione costante agli altri, al loro benessere, alla loro felicità. Per la signora Mezzadri, raccontare la vicenda di Nicolas è un gesto d’amore rivolto ai giovani di tutt’Italia. Sonia li incontra nelle scuole, per fare prevenzione, affinché si responsabilizzino, abbiano cura di sé, comprendano di non mettere a repentaglio la propria esistenza – il bene più prezioso che hanno ricevuto -, guidando con imprudenza o sotto l’effetto di alcol e di stupefacenti. Con il medesimo scopo, Sonia Mezzadri ha spesso lanciato il suo messaggio carico di umanità e di gentilezza pure in tv ed ha portato la propria toccante testimonianza a “Tú sí que vales” ed ad “Amici”, su Canale 5. Il progetto completo è profondo ed ambizioso. L’Associazione Nicolas Comati ha infatti un ulteriore obiettivo: sensibilizzare sulla donazione degli organi. E qui fa capolino una ferita tuttora aperta, che soltanto l’impegno a favore del prossimo contribuisce a lenire un po’. In tempi non sospetti, Nicolas aveva parlato alla madre chiaramente. Per una crudele beffa del destino, lo scambio avvenne giusto una settimana prima della disgrazia: “Mamma, se dovesse succedermi qualcosa e finissi in un letto d’ospedale, attaccato ad una macchina, stacca la spina e fai vivere qualcuno grazie a me! Però, promettimi di vivere anche tu”. Quel giorno, Sonia l’aveva guardato sbalordita, convinta si trattasse di uno scenario remoto, improbabile. Ed invece, di lì a poco, la situazione si verificò… “Mio figlio è morto sul colpo – ha spiegato Sonia agli studenti rapiti da una narrazione nel contempo semplice e tremenda – e non è stato possibile rispettare la sua volontà. Quando lo vidi esanime, glielo giurai: mai permetterò che tu muoia, vivrai ancora. Ma, per riuscirci – ha proseguito la donna – dovetti farlo innanzitutto io: Nicolas era un entusiasta, mi ripeteva di essere ‘carico a molla’: adorava la pallavolo, lavorava, aveva una fidanzata. Allora, pur sentendomi annichilita, mentre vagavo alla cieca in un tunnel angoscioso, ho provato ad imitarlo e sono ripartita, con lui accanto a me!”. È in un simile contesto emotivo che Sonia è passata per la nostra città ed ha voluto conoscere la dirigente Nicoletta Ferrari e gli allievi dei corsi Grafica e comunicazione, Turismo, Servizi commerciali.
Verso la conclusione dell’appuntamento, Sonia ha proposto agli alunni d’indossare dei visori che simulano lo stato d’ebrezza e l’alterazione da sostanze e li ha invitati a camminare, cercando di seguire un percorso e di evitare gli ostacoli disposti su un tappeto. Insomma, a Cremona, la lezione speciale di Sonia Mezzadri ha fatto centro e darà i buoni frutti che merita. Di nuovo, la sua tragedia si è trasformata in un seme di speranza, pronto ad attecchire in chi ha ascoltato la sua triste storia con il cuore