Cronaca

Caso Pedrabissi: sette anni all'ex funzionaria di banca per maxi truffa alle due anziane

La funzionaria del Credito Emiliano colpevole di truffa aggravata e autoriciclaggio. Assoluzione per le altre tre imputate accusate di riciclaggio. Disposti risarcimenti

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Sette anni e 10.000 euro di multa. E’ la sentenza emessa dal collegio del tribunale di Cremona nei confronti di Cristina Pedrabissi, 57 anni, ex funzionaria della banca Credito Emiliano, a processo per aver raggirato due anziane sorelle cremonesi, Giordana e Marise Zanardi, 92 e 90 anni, entrambe di Casalbuttano, ospiti di Cremona Solidale e decedute nel 2020, a distanza di sei mesi l’una dall’altra.

L’imputata, per la quale il pm Francesco Messina aveva chiesto sette anni e 20.000 euro di multa, è stata riconosciuta colpevole di truffa aggravata e autoriciclaggio per le condotte successive al 2018 (le precedenti sono prescritte).

Pedrabissi, dopo essere riuscita a guadagnare la fiducia delle due vittime, sole e in precarie condizioni di salute, le aveva truffate, spolpando il loro patrimonio di oltre due milioni di euro nell’arco temporale di una decina di anni.

Assolte le altre tre imputate, “perchè il fatto non costituisce reato”: Carmen Bolzani, madre della Pedrabissi (il pm aveva chiesto tre anni, sei mesi e 5.000 euro di multa); Irene Bodini, madre di Maurizio Merlini, il marito della Pedrabissi scomparso a febbraio del 2025 (il pm aveva chiesto tre anni, quattro mesi e 4,200 euro di multa) e Andrea, la figlia che Merlini ha avuto dal primo matrimonio (il pm aveva chiesto due anni, dieci mesi e 4,200 euro di multa).

Tutte e tre, difese, dall’avvocato Paolo Bregalanti, dovevano rispondere di riciclaggio per aver beneficiato di bonifici, assegni circolari e polizze vita, ingenti somme di denaro transitate sui loro conti correnti.

Pedrabissi era difesa dagli avvocati Stefano Aterno e Ernesto Belisario di Roma, mentre parte civile si è costituito Leonardo Ardigò, erede non diretto di Marise, assistito dall’avvocato Roberto Peccianti, che ha chiamato in causa Credem come responsabile civile.

Come risarcimenti, i giudici hanno condannato in solido tra loro Pedrabissi e il Credem, responsabile civile, a risarcire i danni ad Ardigò, erede indiretto di Marise, fissando una provvisionale di 50.000 euro. La Pedrabissi è stata anche condannata a risarcire i danni alla banca, parte civile, con una provvisionale di 70.000 euro.

Il tribunale ha anche disposto la confisca di una serie di beni intestati all’ex funzionaria.

Infine i giudici hanno trasmesso gli atti alla procura affinchè indaghi per falsa testimonianza nei confronti di Tranquillo Parati, consulente finanziario Fideuram, e Marco Mascarini.

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