"Diari d’artista": il lato nascosto di Sergio Tarquinio raccolto in un libro
Presentato in Sala Puerari il lavoro di Donatella Migliore edito da "Cremona Produce": un viaggio tra vita, arte e riflessioni profonde
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La vita, le riflessioni, l’amore per l’arte e tanto altro trovano spazio nel “caos calmo” di un artista a tutto tondo. Parliamo di Sergio Tarquinio e dei “Diari d’artista”, volume scritto da Donatella Migliore ed edito da “Cremona Produce”.
Il libro nasce da un grande lavoro di recupero dei diari autografi dello stesso Tarquinio ed è stato presentato nella sala Puerari del Museo Civico davanti a un nutrito pubblico. Presente all’evento anche il figlio Marco con la sua famiglia.
Donatella Migliore, scrittrice e critica d’arte, racconta così il cuore dell’opera: “Il libro ci accompagna nella sua vita quotidiana; nei diari Tarquinio scrive di tutto. Come dico sempre, sono dei flussi di coscienza dove ci si deve un po’ orientare, perché si passa dal meteo — oggi c’è la nebbia, oggi c’è il sole — a riflessioni profonde e quasi dei dialoghi muti con Kafka, Eliot, Pound, oppure ricordi di guerra e memorie di altro genere.
“Ci fa entrare piano piano nel suo vissuto, rivelando ciò che da una nota biografica di un catalogo non si riesce a evincere; anche conoscendo l’artista, emergono spigolature che, senza leggere i diari, non si potrebbero conoscere”.
Il fil rouge non può che essere l’arte: Tarquinio, nella sua vita, è stato infatti scultore, fumettista e illustratore. Dalla sua matita ha preso vita Tex, ma anche molto altro.
Migliore prosegue: “L’arte era una lotta continua, un agone, una gara con la materia; un lavoro che ogni giorno doveva ingaggiare con una lastra, se si tratta di un’incisione, con un foglio o con una tela. Doveva mettere a cimento la sua padronanza stilistica e la sua capacità, senza considerarsi mai arrivato. Era molto severo nei giudizi sulle sue opere, non si sentiva mai appagato: in lui convivevano la passione ma anche, e soprattutto, la tecnica, il lavoro e la fatica quotidiana”.