Cultura e spettacoli

"Macerie – Ciò che resta, ciò che nasce", inaugurata la mostra negli spazi di Santa Monica

L'esposizione dell'artista Marta Ferrarini si propone come riflessione sull'arte e la poesia, affrontando la guerra da una prospettiva intima e personale fino ad aprile

L'inaugurazione della mostra
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È stata inaugurata nei prestigiosi spazi del Campus Santa Monica dell’Università Cattolica la mostra Macerie – Ciò che resta, ciò che nasce, appuntamento centrale della 21esima edizione di Itinerari di Arte e Spiritualità. L’iniziativa, promossa dal Centro Pastorale e dal Dipartimento di Storia, Archeologia e Storia dell’Arte, resterà aperta al pubblico fino al 7 aprile 2026.

“È stato molto interessante riflettere sul tema della guerra, poi soprattutto in un momento così particolare, il mondo sta attraversando una fase molto critica da questo punto di vista” spiega l’artista Marta Ferrarini. “Io, di fatto, ho riflettuto sulla guerra da un punto di vista più interiore perché le mie opere parlano di depressione e sono nate assieme a un mio amico che ha usato la poesia come arma, come mezzo per affrontare un periodo difficile della sua vita e le mie foto sono nate come un accompagnamento, un modo per mettere in scena quello che lui ha scritto, l’ho accompagnato in questo suo percorso”.

“Marta è un’artista, una fotografa molto giovane e una mia amica, anche questo rapporto di amicizia ha portato a questa collaborazione e l’ho scelta per esporre qui a Cremona perché ha questa forte empatia, un approccio molto empatico verso la fotografia, verso i soggetti, mette molto a suo agio le persone con le quali si mette in relazione” racconta Daria Ferrari, curatrice di Itinerari arte e spiritualità.

“Questo lavoro è accompagnato da poesie, quindi c’è questo parallelismo tra la parola e l’immagine che è di forte impatto e mette in mostra quella che è una guerra interiore”.

L’esposizione si articola in tutte le sedi dell’Ateneo, confermando la volontà della Cattolica di integrare il linguaggio artistico contemporaneo nel tessuto quotidiano della vita universitaria.

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