Giampaolo torna alla Cremonese: “Faremo il possibile e l’impossibile per la salvezza”
Il tecnico abruzzese nella conferenza di presentazione ha parlato di entusiasmo, coraggio e identità per provare a invertire la rotta e centrare la salvezza
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Presentato ufficialmente il nuovo allenatore della Cremonese. Marco Giampaolo è intervenuto in conferenza stampa, incontro con i giornalisti aperto dal Direttore Sportivo grigiorosso Simone Giacchetta: “Ringrazio mister Davide Nicola e il suo staff per il lavoro fatto in questo periodo, è un dispiacere che sia andata così perché si è dimostrato persona con valori umani importanti. La condizione di classifica ci ha portati a questo, l’obiettivo primario è il mantenimento della categoria. Tante valutazioni sono condizionate dal risultato della domenica. Il risultato condiziona un po’ tutti, dopo questa lunga serie negativa è stato doveroso rimettere al primo posto la Cremonese, cercando un cambiamento per migliorare la situazione. Abbiamo avuto molte difficoltà, è stata una scelta per il bene della Cremonese.
Abbiamo pensato a Giampaolo, che rappresenta tanta conoscenza e qualità. Ci affidiamo a lui con tanta stima, è un mister che conosce già questo ambiente per andare dritti verso l’obiettivo”.
Ha preso poi parola lo stesso Marco Giampaolo: “Ringrazio il Cavalier Arvedi per l’opportunità, un’opportunità che mi diede anche 12 anni fa e che ha segnato la mia rinascita. Torno in un ambiente che conosco, all’epoca c’era questo centro e lo trovo migliorato. Le condizioni per lavorare erano già straordinarie anni fa. Torno con tanto entusiasmo, passione e voglia, che rappresentano il motore del mio lavoro. L’unica cosa che non posso comprare è il tempo, faremo il possibile e l’impossibile per raggiungere l’obiettivo”.
Nel 2014 l’aveva voluta Gigi Simoni, unico ad aver salvato la Cremonese: è uno stimolo in più?
“Ho sempre dato molta importanza all’identità, identificarsi in un club, lo stimolo viene anche dalla storia. Quando indossi la maglia di una società così importante è già un’assunzione di responsabilità. Ai calciatori ho sempre sottolineato l’importanza di rappresentare al meglio il club per cui giocano. Rappresenti una storia, il calciatore deve dare il 100%, sempre. Gigi Simoni ci è riuscito tantissimi anni fa, qualche volta scambio qualche sms con suo figlio. Ripeto: dobbiamo fare il possibile e l’impossibile”.
Come cambia tatticamente la Cremonese sotto la sua guida? Già a Parma vedremo una difesa a 4?
“Ho fatto un allenamento ieri di ripresa, visto che la squadra ha giocato lunedì. Ho cercato di fare qualcosa, poi stamattina ci siamo allenati e lo faremo anche domani. Dovrò essere bravo a dire tre cose, già quattro sarebbero state troppe. Devo essere bravo a trasmettere l’attaccamento, la motivazione e lo spirito. Voglio una squadra che giochi le partite, vogliamo essere protagonisti. Avrò poi tempo due settimane per lavorare durante la sosta, speriamo di non intasare il livello mentale dei calciatori. Se dovessimo cambiare qualcosa, lo faremo nel rispetto delle caratteristiche dei calciatori. Qualcosa abbiamo provato, vediamo sabato”.
Come ha trovato i giocatori a livello mentale e fisico?
“L’aspetto fisico è subordinato a quello tecnico. Quando la testa è pesante lo sono anche le gambe e arrivi dopo gli avversari, ma questo è più un aspetto psicologico. La squadra l’ho vista intraprendente, ma è chiaro che si porta dietro i risultati negativi, questo ti rende un po’ fragile. Alla squadra ho chiesto di giocare le partite, ho chiesto coraggio”.
Ha parlato di coraggio: lo richiede anche ai singoli?
“A te stesso non menti, sai se hai fatto le cose bene. Puoi raccontarla a un altro, ma non te stesso. Gioca la partita, divertiti e proponi qualcosa. Io darò le linee guida, ma il calciatore deve giocare la partita, assumersi le proprie responsabilità. Con il braccino corto perdi due volte. Capisco l’aspetto psicologico di una squadra che ha perso dei pezzi per squadra. Oggi è il giorno 1, ieri quello zero. I calciatori devono resettare e ripartire. L’obiettivo è straordinario e dobbiamo provarci in ogni modo”.
Cosa ha detto a sé stesso? Mi dice un paio di motivi per cui questa squadra può salvarsi?
“Voi vivete questo ambiente, io sono stato per trenta giornate a casa a vederle sul divano. I problemi della Cremonese li hanno anche gli altri. Dobbiamo avere anche un pizzico di buona sorte perché il tempo è tiranno. Fino a quando il calendario ti dà una possibilità devi sfruttarlo. Nel calcio può succedere di tutto. Serve coraggio per cambiare le cose. Nell’ultimo periodo hai perso fiducia e autostima, ma non ti aiuta nessuno. Devi trovare la chiave dentro a te stesso, il calcio riserva sorprese. Le partite in Serie A sono difficilissime. Niente è perduto, si lotta e si combatte”.
Cosa significa andare in campo per proporre e non per non perdere?
“Significa non subire la partita, creare difficoltà all’avversario. Tutto si svolge sul filo dell’equilibrio. Con il tempo che ho il dettaglio non lo posso curare”.
Cosa pensa del Parma?
“Il Parma è una squadra che ha fatto risultati importanti. Ha una situazione di classifica che gli consente di essere più sereno, ha trovato una sua quadratura. E’ una squadra che anche contro le big ha saputo dire la sua, ma questo non sposta nulla rispetto alla nostra partita. Il dettaglio ti fa vincere o perdere, puoi gestirlo bene solo con il livello di attenzione alto per anticipare il problema”.
Dopo 15 partite senza vittorie la squadra non ha trovato la forza dentro: il suo sarà un lavoro soprattutto sulla testa?
“Quando arriva un allenatore nuovo il livello di attenzione dei calciatori si alza, la curiosità dei calciatori nel capire può essere una molla. Lì dobbiamo essere bravi. Questa squadra ha dimostrato di poter fare punti, i valori ci sono. Devi avere il coraggio di sbagliare perché hai personalità, questo è un consiglio che ho dato individualmente ai calciatori. Quando non sei sereno è tutto più pesante”.
Che accordo ha con la società? Vale anche per il futuro oltre a questo finale di stagione?
“Il contratto è strutturato per poter fare sia una cosa che l’altra”.