Alloggi Aler di via Secchi ancora occupati. Ordine di sgombero consegnato agli abusivi
Stanno tornano ad accumularsi rifiuti nella palazzina del quartiere Villetta dove due appartamenti su sei sono stati forzati da parte di alcun nuclei rom
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Tutto sembra essere rimasto come tre mesi fa nella palazzina Aler di via Secchi 13, zona Villetta, dove due dei sei appartamenti sono occupati abusivamente da famiglie rom tra cui una donna incinta, bambini piccoli e una persona con invalidità. Le famigie regolarmente residenti resistono in attesa che arrivi uno sgombero, che potrebbe essere all’orizzonte, anche se non ci sono conferme dall’azienda regionale dell’edilizia residenciale.
Eppure qualcosa si è mosso dalla segnalazione di gennaio, quando un’inquilina del primo piano, che aveva lasciato l’appartamento qualche mese prima, stanca dei nuovi vicini di pianerottolo, era tornata sul posto per riconsegnare le chiavi. Proprio in quel frangente era stato constatato che anche l’appartamento in cui risiedeva aveva la serratura forzata ed era stato occupato abusivamente.
La macchina burocratica si è però messa in moto, da quanto si apprende informalmente, seppure con tempi troppo lenti per le esigenze dei nuclei famigliari inquilini regolari della palazzina e dei residenti nelle abitazioni circostanti.
Le notifiche agli occupanti con l’intimazione di lasciare liberi gli alloggi sono state consegnate dalla Polizia Locale per conto di Aler e della situazione sono stati informati sia la Prefettura che i servizi sociali del Comune. Gli avvisi dovrebbero contenere la data entro cui gli occupanti devono lasciare liberi gli spazi, dopodichè potrebbe intervenire la forza pubblica.
Nel frattempo stanno ritornando ad accumularsi rifiuti nel cortile, anche se in quantità decisamente inferiore rispetto a gennaio e anche nello scantinato. Ogni tanto, riferiscono i vicini, le persone che occupano gli alloggi non si vedono per qualche giorno e poi tornano e si nota un certo via vai di visitatori occasionali.
Nella palazzina oltre ai due occupati c’è un terzo appartamento sfitto al secondo piano, in condizioni di inagibilità, ma c’è il sospetto che anche quello sia in qualche modo utilizzato dalle stesse persone.