Tesori nascosti, palazzi e cortili: al via le "Giornate FAI di Primavera"
Tra i luoghi cremonesi dell'edizione 2026, Palazzo Lodi Mora Zaccaria, Palazzo Grasselli e la Chiesa di Sant'Ambrogio. Il provincia anche Palazzo Silva a Pizzighettone
Una due giorni all’insegna della bellezza, dedicata alla scoperta del grande tesoro d’arte e natura che anche Cremona e la sua provincia sanno offrire.
Nel weekend del 21 e 22 marzo tornano le Giornate di Primavera del FAI, il Fondo Ambiente Italiano, che da decenni si occupa di tutelare il patrimonio culturale e paesaggistico del nostro Paese.
L’iniziativa permette ai visitatori di scoprire luoghi solitamente chiusi al pubblico grazie a visite guidate dedicate.
A Cremona e nei dintorni sono tre i luoghi prescelti per l’edizione 2026: Palazzo Lodi Mora Zaccaria, in piazza Lodi, antica dimora nobiliare con importanti decorazioni pittoriche (visitabile solo nella giornata di sabato); Palazzo Magio Grasselli, con l’apertura eccezionale delle sale affacciate su corso XX Settembre, recentemente restaurate con il secondo lotto di lavori; e la chiesa di Sant’Ambrogio, capolavoro del razionalismo di Giorgio Muzio, ancora poco noto al grande pubblico e custode di preziose opere di Dante Ruffini.
Sul territorio aprirà le porte anche Palazzo Silva a Pizzighettone.
Le Giornate FAI sono un grande evento di piazza, come ricorda anche il neo capodelegazione cremonese, Davide Bruneri.
“Sono giornate in cui i volontari di tutta Italia aprono beni solitamente chiusi al pubblico – spiega Bruneri – per sensibilizzare le persone alla conoscenza del nostro immenso patrimonio storico e culturale, e per raccogliere fondi destinati alla gestione e al mantenimento dei beni FAI sparsi in tutta Italia”.
Per partecipare non è necessaria la prenotazione: basta recarsi sul posto e attendere il proprio turno. Un’occasione anche per sostenere l’associazione con un piccolo contributo o con la possibilità di tesserarsi.
“I gruppi – conclude il capodelegazione – partono ogni quarto d’ora in ciascun sito. Ci sarà qualche minuto di attesa: vi chiediamo di pazientare, perché le visite meritano davvero”.





