Cronaca

"Giornate FAI di Primavera", quasi 2000 visitatori nei luoghi cremonesi

Tra i luoghi cremonesi dell'edizione 2026, Palazzo Lodi Mora Zaccaria, Palazzo Grasselli e la Chiesa di Sant'Ambrogio. Il provincia anche Palazzo Silva a Pizzighettone

Le "giornate FAI di Primavera" a Cremona
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AGGIORNAMENTO – Alla fine del primo dei  due giorni che il FAI dedica alla scoperta di luoghi d’arte e natura solitamente inaccessibili, la delegazione cremonese del Fondo per l’Ambiente ha accolto 1929 visitatori nei luoghi aperti in città e a Pizzighettone. Per la precisione: 692 a  Palazzo Lodi Mora Zaccaria in piazza Lodi, 643 a palazzo Magio Grasselli, 380 a palazzo Silva a Pizzighettone, 214 nella chiesa di Sant’Ambrogio.

Palazzo Lodi Mora Zaccaria, in piazza Lodi, antica dimora nobiliare con importanti decorazioni pittoriche era visitabile solo nella giornata di oggi mentre gli altri resteranno aperti anche domani: Palazzo Magio Grasselli, con l’apertura eccezionale delle sale affacciate su corso XX Settembre, recentemente restaurate con il secondo lotto di lavori; la chiesa di Sant’Ambrogio, capolavoro del razionalismo di Giorgio Muzio, ancora poco noto al grande pubblico e custode di preziose opere di Dante Ruffini; Palazzo Silva a Pizzighettone.

Le Giornate FAI sono un grande evento di piazza, come ricorda anche il neo capodelegazione cremonese, Davide Bruneri.
“Sono giornate in cui i volontari di tutta Italia aprono beni solitamente chiusi al pubblico – spiega Bruneri – per sensibilizzare le persone alla conoscenza del nostro immenso patrimonio storico e culturale, e per raccogliere fondi destinati alla gestione e al mantenimento dei beni FAI sparsi in tutta Italia”.

Per partecipare non è necessaria la prenotazione: basta recarsi sul posto e attendere il proprio turno. Un’occasione anche per sostenere l’associazione con un piccolo contributo o con la possibilità di tesserarsi.
“I gruppi – conclude il capodelegazione – partono ogni quarto d’ora in ciascun sito. Ci sarà qualche minuto di attesa: vi chiediamo di pazientare, perché le visite meritano davvero”.

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