Cronaca

Veglia dell’Annunciazione, fedeli in preghiera al Santuario di Caravaggio

In una notte di preghiera al Santuario, il vescovo Napolioni ha invitato a guardare con speranza ai giovani, riflettendo sul significato della veglia

I fedeli in preghiera
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Come da lunga tradizione, la sera del 24 marzo i fedeli si sono riuniti al Santuario di Caravaggio per rendere onore al Mistero dell’Incarnazione, con la veglia per l’annunciazione. A raccontarlo è il sito della Diocesi.

Il vescovo Antonio Napolioni, insieme a mons. Eliseo Ariotti e ai sacerdoti del Santuario e ai tanti fedeli hanno vegliato in preghiera. Il rito del lucernario ha aperto la liturgia. Simbolicamente il vescovo ha acceso una lampada davanti al simulacro dell’Apparizione, a sottolineare la luce che viene nel mondo con l’incarnazione del Verbo nel grembo della Vergine Maria.

L’assemblea si è poi unita nella preghiera del Rosario, secondo i misteri della gioia, accompagnati dai canti eseguiti dall’unione corale Don Domenico Vecchi, con all’organo Marco Bianchi e sotto la guida del maestro Roberto Grazioli. Al termine del Rosario il canto delle litanie ha elevato la lode a Maria, usando parole di antichissima tradizione.

La seconda parte della veglia si è svolta nella navata maggiore della basilica di Santa Maria del Fonte, dove ha avuto inizio la solenne celebrazione eucaristica. Dopo la proclamazione del vangelo di Luca in cui si narra l’evento dell’annunciazione dell’Angelo a Maria, il vescovo Napolioni nella sua omelia ha ripreso i significati di questa veglia.

“È come se avessimo bisogno di una notte in più”, ha detto. Oltre alle tante notti narrate nella Bibbia, anche questa notte. “Eppure – ha affermato il vescovo – il Vangelo non parla di notte. Ma che bello che i cristiani di questa terra abbiano voluto pregare in anticipo, alla vigilia, nella notte, per il desiderio di fare esperienza della grazia”. C

Il vescovo ha quindi lanciato un auspicio, perché sotto lo sguardo di Maria questa festa “ci serva, ci aiuti a vedere con occhi puliti i bambini, i ragazzi, i giovani di questo tempo. Nella visita pastorale ho visto tanti adulti che giudicano frettolosamente i ragazzi, come se avessero colpe rispetto alle nostre aspettative”.

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