Economia

Artigianato Dolciario, Trabucchi: "fondamentale sostenere il comparto"

La Pasqua 2026 in Lombardia mette in luce l'artigianato dolciario, che contribuisce all'economia locale, ma deve affrontare sfide cruciali per il futuro

Stefano Trabucchi, presidente di Confartigianato
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“In Lombardia la Pasqua 2026 si presenta come una celebrazione che unisce tradizione, qualità e valore economico grazie al contributo determinante dell’artigianato dolciario, un settore che rappresenta una delle espressioni più autentiche del Made in Italy e che continua a distinguersi per l’elevato livello delle produzioni e per il forte legame con il territorio, con oltre 4mila imprese artigiane impegnate quotidianamente nella realizzazione di prodotti che trasformano materie prime selezionate in eccellenze riconosciute e apprezzate dai consumatori un patrimonio che trova particolare evidenza nel periodo pasquale quando la domanda di dolci tipici cresce e incontra un’offerta ampia e diversificata composta da circa 6mila attività tra pasticcerie e imprese del settore dolciario, all’interno delle quali l’artigianato rappresenta il 68,4% del totale confermando una forte vocazione produttiva orientata alla qualità e alla cura del dettaglio”: a fare il punto della situazione è Confartigianato Cremona.

“La ricchezza dell’offerta si riflette anche nella straordinaria varietà dei prodotti della tradizione che caratterizzano la tavola pasquale italiana e lombarda, con 273 prodotti agroalimentari tradizionali censiti accanto a 34 specialità a marchio DOP, IGP e STG, un insieme che testimonia la profondità culturale e gastronomica del territorio e che vede una forte incidenza di prodotti legati alla pasticceria, alla panetteria e alla confetteria, con ben 77 specialità che rientrano in queste categorie e che rappresentano oltre un quarto del totale si tratta di un patrimonio che non è solo gastronomico ma anche economico e sociale perché contribuisce a mantenere vive competenze artigianali, occupazione e attrattività dei territori” continua l’associazione.

Anche a livello provinciale emergono dati significativi che confermano il ruolo centrale dell’artigianato dolciario nel tessuto economico locale, con la provincia di Cremona che conta 244 imprese del settore di cui 164 artigiane pari al 67,2%, un dato che evidenzia come oltre due imprese su tre siano espressione diretta della tradizione artigiana e contribuiscano alla qualità complessiva dell’offerta una presenza diffusa che si inserisce in un contesto regionale dove in molte province la quota di imprese artigiane supera ampiamente il 70% arrivando a sfiorare il 90% in alcuni territori, a dimostrazione di una filiera fortemente radicata e identitaria”.

Accanto ai punti di forza, “il comparto si trova però ad affrontare sfide rilevanti che ne mettono alla prova la tenuta e la capacità di crescita, tra queste spicca la crescente difficoltà nel reperire personale qualificato con oltre la metà delle figure richieste considerate difficili da trovare, un dato che evidenzia la necessità di investire con decisione nella formazione e nel ricambio generazionale per garantire continuità alle imprese e preservare competenze fondamentali a questa criticità si aggiungono le tensioni sui costi delle materie prime in particolare cacao, cioccolato e caffè che registrano aumenti significativi su base annua, oltre alle preoccupazioni legate all’andamento dei costi energetici influenzati anche dallo scenario internazionale, elementi che incidono direttamente sui margini delle imprese e sulla sostenibilità economica delle produzioni” spiega ancora Confartigianato.

Le ripercussioni di queste dinamiche “si riflettono anche sui prezzi al consumo con un aumento registrato nel comparto della gelateria e pasticceria che, pur rimanendo contenuto, rappresenta un segnale delle difficoltà affrontate dalla filiera nel mantenere elevati standard qualitativi senza trasferire integralmente i costi sui consumatori nonostante questo scenario complesso le imprese artigiane continuano a distinguersi per la capacità di innovare nel rispetto della tradizione offrendo prodotti che valorizzano ingredienti locali, stagionalità e lavorazioni manuali, elementi che rendono ogni dolce un’esperienza unica e riconoscibile”.

In questo contesto il ruolo dell’artigianato dolciario “va ben oltre la semplice produzione alimentare configurandosi come un vero e proprio presidio culturale ed economico capace di generare valore per le comunità locali, attrarre turismo e rafforzare l’identità dei territori, un patrimonio che richiede attenzione e politiche di sostegno mirate per affrontare le sfide attuali e cogliere le opportunità future”.

Come sottolinea il presidente di Confartigianato Imprese Cremona Stefano Trabucchi, “la qualità dei dolci pasquali artigianali è il risultato di un lavoro quotidiano fatto di competenze, passione e radicamento nel territorio. Le nostre imprese rappresentano un’eccellenza che contribuisce in modo concreto all’economia locale e alla valorizzazione delle tradizioni. È fondamentale sostenere questo comparto, investire nella formazione e creare le condizioni per attrarre nuove professionalità affinché questo patrimonio possa continuare a crescere e a rappresentare un punto di forza del nostro sistema produttivo”.

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