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Disagi al quartiere Borgo Loreto, gli assessori rispondono all'opposizione

Borgo Loreto
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Il quartiere Borgo Loreto al centro dell’attenzione amministrativa, dopo l’interrogazione a risposta scritta presentata nelle scorse settimane dai consiglieri comunali Jane Alquati (Lega), Alessandro Portesani e Cristiano Beltrami (Novità a Cremona) e Andrea Carassai (Forza Italia).

A rispondere sono gli assessori Santo Canale, Luca Zanacchi e Simona Pasquali. Nello specifico, per quanto riguarda il problema della scarsa illuminazione “che genera insicurezza tra i residenti e ha favorito il perpetrarsi di fatti criminosi legati allo spaccio in particolare in zona Penny Market di via Brescia”, come si leggeva nel documento della minoranza, gli assessori rendono noto che la richiesta è generalizzata, e che “andrebbe circoscritta a vie/aree in maniera da poter ipotizzare eventuali soluzioni, che comunque rivestono carattere di interventi straordinari essendo già stato fatto l’efficientamento, come previsto in contratto e pertanto assoggettate alla disponibilità di risorse finanziarie e di una progettazione mirata”.

Per quanto riguarda invece il tema delle potature, il Comune rende noto che “sono in corso attualmente le potature di piazza Patrioti” e che “in questa sessione non sono previsti altri interventi di potatura. In base alle valutazioni dei tecnici del verde si valuterà se inserire altre zone di potatura nella prossima stagione”.

Sulla questione dei rifiuti abbandonati e della proliferazione di grossi topi, gli assessori fanno sapere che “la zona di Borgo Loreto è oggetto di spazzamento manuale svolto dagli operatori di Aprica, con contestuale svuotamento dei cestini presenti sulle strade del quartiere, con frequenza differente per ogni via in base alle esigenze.

Per quanto riguarda la zona di P.zza Patrioti sono stati svolti, mediante ditta specializzata, ripetuti interventi di derattizzazione, posizionando opportune esche topicide sulla piazza, ma anche in prossimità dei cestini stradali, ivi presenti, svuotati a cura di Aprica più volte al giorno ed anche nelle vicinanze delle fioriere, presso le quali sono state rilevate tane di topi.

A seguito di segnalazioni pervenute dai residenti del quartiere sono state posizionate ulteriori esche topicide anche in Via Divisioni Acqui e in Via Legione Ceccopieri, per tenere monitorata la zona”.

L’ooposizione ha rimarcato anche “l’assenza di un vigile di quartiere”, obiezione a cui il Comune risponde cvhe “Esiste da anni ormai un agente di zona dedicato, che effettua servizio di prossimità, negli ambiti relativi al contatto con il cittadino, alle attività di polizia amministrativa e a vari controlli di iniziativa di varie tipologie.

Questa attività di prossimità si esercita attraversa il punto di ascolto, tramite i contatti intrecciati presso le realtà associative nonché commerciali, tramite richieste di persona o telefoniche dei cittadini, nonché il monitoraggio delle zone di convivenza. Tra i canali principali di contatti e confronto del territorio si annovera quello con il Comitato di Quartiere.

A questo proposito il punto di ascolto dei cittadini su richiesta del Comitato di Quartiere, da circa un anno, si tiene all’interno degli spazi dell’Associazione Città dell’Uomo in piazza Amigoni. L’agente di quartiere è inoltre facilmente contattatile durante il proprio servizio di prossimità sul quartiere anche attraverso numero telefonico dedicato e pubblicizzato anche sul portale del Comune”.

Non mancano i dati relativi a questo tipo di intervento: “nell’anno 2025, l’agente di zona ha effettuato 206 interventi di vario segno, tra cui accertamenti anagrafici e notifiche, controlli appiedati, contatti con cittadini e interventi per esposti e segnalazioni” si legge nella risposta del Comune.

“L’agente di zona ha inoltre preso in carico una trentina di casi specifici legati ad accertamenti per: settore Politiche Educative, per accertamenti abitativi sia di edilizia comunale che Aler, per abbandono rifiuti, per questioni viabilistiche, per veicoli in stato di abbandono e per disturbo della quiete pubblica”.

E ancora, si parla anche dell’assenza, nel quartiere, di negozi o di supermercati e, della richiesta da parte dei residenti di avere un mercato settimanale, almeno per i generi alimentari. A questo proposito, l’amministrazione ha fatto alcuni approfondimenti, da cui è emerso che “La commissione commercio su area pubblica, sull’istituzione di nuovi mercati ha sempre espresso parere contrario, a fronte soprattutto dell’insuccesso del mercato nel quartiere Maristella, istituito per volontà del comitato di quartiere e durato solo sei mesi per abbandono degli operatori, e del mercato di San Felice istituito e successivamente revocato per mancanza di adesioni da parte degli operatori su area pubblica.

La stessa richiesta avanzata dal Comitato di quartiere 11 per istituire un nuovo mercato rionale nel quartiere Giuseppina non ha trovato riscontro positivo”.

Per gli assessori, la progettazione di nuovi mercati deve tenere in debita considerazione alcuni elementi fondamentali quali: un bacino d’utenza suffic.iente a garantire agli operatori un’adeguata redditività per evitare un prematuro abbandono degli stessi come già avvenuto in passato; ingenti costi di gestione da sostenere a carico dell’Amministrazione quali a titolo esemplificativo la costante presenza del personale della Polizia Locale, l’organizzazione di un servizio di pulizia e di segnaletica stradale; l’idoneità dell’area sia dal punto di vista viabilistico che di sicurezza con spese di allestimento per organizzare un’area sicura ad ospitare attività alimentari in particolare per la presenza di furgoni attrezzati.

“Il tutto a fronte di una assoluta incertezza sulla riuscita del progetto ma soprattutto sulla continuità del nuovo mercato” continuano dal Comune. “Non da ultimo, ma non per questo meno importante, la scelta degli operatori che dovrebbero dar vita al nuovo mercato: non può avvenire dietro chiamata diretta ma deve avvenire sempre attraverso un bando pubblico aperto agli operatori interessati.

Senza sottovalutare le difficoltà che quotidianamente alcune categorie di persone, principalmente i meno giovani, sono costretti a sopportare anche nel compiere gesti comuni come fare la spesa e pur comprendendo i disagi che si devono patire quando si deve dipendere da un proprio caro per l’acquisto di beni di prima necessità, si è riscontrato che per l’istituzione del mercatino richiesto, non vi sono quelle condizioni e garanzie minimali che una simile progettazione richiede.

In passato si era suggerito come valida alternativa all’istituzione del mercatino di ricorrere ad operatori itineranti del commercio su area pubblica”.

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