Cronaca

Crema si ferma per l’ultimo saluto a Hamza Salama: città unita nel dolore

Crema si raccoglie nel dolore per l’ultimo saluto a Hamza Salama, 20enne ucciso a Pasquetta: città unita tra lutto, sgomento e vicinanza alla famiglia

Alcuni momenti della cerimonia funebre di Hamza Salama (Foto Studio B12)
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Crema si stringe nel silenzio e nel dolore per l’ultimo saluto a Hamza Salama, il giovane egiziano di appena 20 anni ucciso nella notte di Pasquetta a seguito di una violenta aggressione avvenuta nel quartiere di San Bernardino, che ha scosso profondamente l’intera comunità.

Un lutto improvviso, difficile da accettare, che ha lasciato sgomenti amici, familiari e cittadini. In queste ore la città si ritrova unita, attraversata da un sentimento condiviso di incredulità e tristezza, per rendere omaggio a una vita spezzata troppo presto. Il rito funebre, celebrato secondo la tradizione musulmana nella moschea di Crema, rappresenta un momento di raccoglimento intenso per la comunità islamica locale, ma anche un’occasione di vicinanza e rispetto da parte dell’intera città. Una partecipazione che va oltre le differenze culturali e religiose, segno di una comunità ferita ma capace di ritrovarsi nei momenti più difficili.

Dopo una prima parte dedicata alla preghiera, con l’Imam Ahmed Said, ha preso parola Mohamed Tahiri della comunità islamica cremasca, esprimendo gratitudine verso le istituzioni presenti e vicinanza alla famiglia colpita dal lutto: “La città ha dimostrato di essere una vera comunità, da quando è successo il fatto ha mostrato vicinanza alla famiglia, in primis il sindaco, ringraziamo tutti i cittadini per questo. Sono momenti difficili e delicati, per noi oggi è una giornata dolorosa, siamo vicini alla famiglia che ha subito questo fatto grave”.

Ha preso poi parola il presidente di Unione Comunità Islamiche d’Italia Yassine Baradai: “Viviamo una tristezza profonda, umana, che ci deve unire. Una tristezza doppia perché abbiamo perso un giovane davanti ai nostri occhi. Tutti noi abbiamo una parte di responsabilità per questo giovane. Stiamo vivendo una tragedia continua e questi momenti devono essere di riflessione per tutti noi. Sappiamo che non è facile. I giovani soffrono tantissimo. Per questo però noi abbiamo il dovere di fare di più. Abbiamo perso Hamza e anche il ragazzo che ha compiuto quel gesto. Tutta nostra responsabilità. Che cosa stiamo insegnando ai nostri figli? Che cosa stiamo facendo? Oggi dobbiamo ragionare su questa tragedia che non è la prima. Ognuno di voi è un pastore e ognuno di voi è responsabile del suo gregge”.

Presente alla cerimonia, in veste privata, anche il sindaco di Crema Fabio Bergamaschi, che ha parlato ai margini del rito funebre: “Come Amministrazione dobbiamo dare risposte ai temi della marginalità e della fragilità. Certamente non lo si fa da oggi, c’è una tradizione di welfare molto importante nella nostra comunità. Abbiamo davanti a livello globale tante sfide nuove, che ci impegnano ad aggiornare gli strumenti di lettura per la vicinanza ai bisogni”.

Bergamaschi, intervenuto anche nella moschea per far sentire la propria vicinanza e quella della città, ha poi parlato della sicurezza a Crema e dei passi avanti per la realizzazione di un nuovo Commissariato di Polizia a Crema: “C’è un’interlocuzione positiva con Viminale e con il Sottosegretario Molteni, c’è la volontà comune di utilizzare risorse dello Stato in maniera adeguata, cercando di non disperderle in affitti onerosi, trasformando locazioni in investimenti e provando a investire su immobili di proprietà. Come Comune possiamo mettere a disposizione gratuitamente delle aree e favorire l’insediamento del Commissariato, che immaginiamo di fianco alla stazione ferroviaria. Questa è una lettura condivisa, i presupposti sono quelli giusti. Parlare di sicurezza si fa anche radicando i presidi di sicurezza sul territorio. Probabilmente non è un tema dell’oggi, ma la lungimiranza paga. Radicare ulteriormente e spostare in un luogo più opportuno, con una sede più moderna, la sede di Polizia, credo sia un ragionamento di buona amministrazione per parlare di sicurezza con concretezza”.

Presenti alla cerimonia anche il consigliere regionale Matteo Piloni e don Lorenzo Savoia. Insieme a loro il presidente di Caritas Crema Claudio Dagheti: “Porto a voi il cordoglio del vescovo Gianotti che garantisce preghiera per Hamza, la sua famiglia e per la comunità islamica. Il suo nome e il vostro dolore sono presenti nelle nostre preghiere. In questo momento così duro vorrei pregare insieme a voi. Preghiamo per la famiglia di Hamza, che Dio si avvicini a voi per portavi la pace. Non esistono ragazzi difficili, sono i contesti che sono difficili. Allora come posso crescere sereni e sicuri i nostri giovani? Sarebbe comodo per noi italiani dire che è un problema loro. Tutti noi dobbiamo chiederci quali opportunità diamo ai nostri figli”.

Anche l’Imam di Lodi Abud El Said ha raggiunto Crema per l’ultimo saluto ad Hamza, sottolineando la necessità di chiedere perdono ad Allah e alla sua misericordia per quanto avvenuto. La funzione si è chiusa con un momento di preghiera finale guidato proprio dal papà di Hamza Salama. La salma del giovane, dopo il rito funebre, è stata trasportata in aeroporto per il successivo trasferimento in Egitto.

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