"Il vento nelle maniche": a SpazioComune il secondo libro di Tarek Pizzoni Molla
Organizza il Comitato soci di Coop Lombardia, area cremonese. La coinvolgente vicenda umana dell'autore, immigrato dal Bangladesh che in Italia ha trovato una nuova famiglia
Una storia d’adozione fatta di sogni, di speranze, in un mare di burocrazia e di pesanti difficoltà.
Un’avventura reale che può essere riferimento per la nascita di nuove famiglie accanto a quelle tradizionali.
Sono i temi narrati nel libro “Il vento nelle maniche”, scritto da Tarequjjaman Pizzoni Molla (editoriale Sometti), che verrà presentato venerdi 17 aprile a SpazioComune alle ore 17.
Un’iniziativa del Comitato soci di Coop Lombardia, area Cremonese, con il patrocinio del Comune, ideata dalla vicepresidente Claire Abati, durante la quale gli attori Giada Generali e Carlo Zanotti leggeranno alcuni dei brani più significativi con accompagnamento musicale di Fabio Chiodelli e Rocco Gelsomino.
Il libro racconta la vicenda dell’adozione internazionale di Marinka, sorella dell’autore, della pratica difficoltosa e dell’altrettanto difficile nuovo ruolo di genitore vicario.
Dagli errori ai pregiudizi, ai sensi di colpa, al desiderio di espiazione.
Non solo il libro, ma la stessa vicenda umana dell’autore è emozionante e coinvolgente. A sua volta infatti Tarek è figlio adottivo di Antonio Pizzoni, cremonese di Tornata che nel periodo immediatamente successivo al Covid ebbe un malore mentre si trovava in metropolitana a Milano. Tarek, che in quel momento era disoccupato, lo aiutò, si scambuarono i numeri di telefono e da lì iniziò un rapporto profondo sfociato dopo qualche tempo nell’adozione, avvenuta attraverso una procedura particolare che consente anche il mantenimento del vincolo con la famiglia d’origine.
Una vicenda raccontata dall’autore nel precedente libro autobiografico “Tarek e gli altri”, che è stata portata anche all’attenzione del presidente della Repubblica Mattarella, che aveva ricevuto Tarek e la famiglia al Quirinale.
Tarequjjaman Pizzoni Molla era partito dal Bangladesh all’età di 20 anni in cerca di fortuna per sostenere le spese mediche del padre malato di tumore. Il suo primo lavoro è stato a Chioggia, nella raccolta del radicchio, 8 anni passati in condizioni precarie e di clandestinità. Poi finalmente l’ottenimento del passaporto e il trasferimento a Milano dove ha lavorato in un ristorante, fino alla chiusura a causa della pandemia.
Una storia di rinascita e di ascesa quella che verrà raccontata venerdì dalla viva voce del protagonista e del padre Antonio. Nel frattempo Tarek si è sposato, ha studiato prima come operatore socio assistenziale, quindi si è laureato in Scienze dell’Educazione e Formazione con specializzazione in Didattica dell’Inclusione. Ultimamente ha conseguito la laurea magistrale in Psicologia. Attualmente insegna nel comprensorio di Canneto sull’Oglio.
