Lo ospita in casa e lui lo deruba, la vittima: "L'ho aiutato, è stato un vero farabutto"
A processo per furto in abitazione c'è un 28enne milanese. Rubati soldi e preziosi, anche di valore affettivo. Davanti all'amico, l'imputato aveva ammesso
L’aveva aiutato tante volte, anche economicamente, e l’aveva ospitato a casa sua. Ma lui lo aveva derubato. A processo per furto è finito un 28enne milanese che il 20 maggio del 2023, mentre il padrone di casa, cuoco di professione in un ristorante di Cremona, era al lavoro, gli aveva portato via diversi monili in oro, compresi ricordi di famiglia a cui la vittima era particolarmente legata.
Dalla camera da letto e dalla cucina erano spariti un orologio d’oro da taschino, un altro risalente alla fine degli anni ’60, un paio di orecchini in oro, cinque monete d’argento, quattro banconote da 50 euro, un ferma banconote in oro, due spille: una a forma di farfalla e l’altra di lucertola. Soldi e preziosi del valore complessivo di circa 7.000 euro.
“L’ho conosciuto un anno e mezzo prima del furto durante una serata tra amici”, ha raccontato in aula la vittima, 59 anni, milanese residente a Cremona. “Poi abbiamo iniziato a frequentarci. Lui non aveva occupazione, gli davo dei panini, qualche spicciolo, gli compravo le sigarette e qualche volta l’ho lasciato a casa mia a dormire mentre ero al lavoro”.
Il 20 maggio di tre anni fa il 59enne era rientrato a casa e con sua grande sorpresa aveva trovato le chiavi sotto lo zerbino. L’imputato se n’era andato, e si era portato via la refurtiva. “Uno degli orologi era un regalo di una persona molto cara, l’altro era di mio padre, gli orecchini erano degli anni ’40. La spilla a lucertola era tipo Art Déco. Mi ha rovistato in camera da letto, negli armadi”.
Il 59enne aveva provato a chiamarlo, ma il giovane non aveva mai risposto. Un giorno, però, l’aveva incontrato. “Sei un disonesto“, gli aveva detto la vittima. “Dai, su, avevo bisogno“, gli aveva risposto l’imputato, ammettendo le sue responsabilità.
Alla vittima del furto, che non si è costituita parte civile, oggi è stato chiesto se avesse intenzione di rimettere la querela. “Assolutamente no, è stato un vero farabutto“. Il primo luglio è prevista la sentenza. Il 28enne è assistito dall’avvocato Cristina Pugnoli.