Cronaca

Ponte in ferro: i lavori in superficie potrebbero slittare ancora

Si è appreso durante un incontro tra i dirigenti di Confesercenti Piacenza e i commercianti locali; diverse le novità

L'assemblea dei commercianti convocata oggi pomeriggio a Castelvetro

Niente senso unico alternato né lavori sulla carreggiata, almeno per il momento. Nulla è ancora certo, ma tra le ipotesi al vaglio dopo un’interlocuzione informale tra la parlamentare Elena Murelli e Anas c’è quella relativa al ponte in ferro sul Po tra Cremona e Castelvetro Piacentino.

Gli interventi sulla superficie dell’infrastruttura sarebbero dovuti partire il prossimo 15 maggio, nell’ambito di un progetto finanziato dalla Provincia di Piacenza. Da quanto si apprende, invece, i lavori in carreggiata potrebbero passare sotto la competenza di Anas, con un conseguente slittamento dell’avvio a dopo la fine di ottobre.
Nel frattempo proseguono gli interventi in golena che, alla luce delle nuove disposizioni, potrebbero addirittura essere estesi a ulteriori campate del ponte.

La situazione è stata illustrata nel corso di un incontro tra i commercianti di Castelvetro e i dirigenti di Confesercenti Piacenza, svoltosi nel pomeriggio di oggi nella canonica di Croce Santo Spirito. Un confronto acceso, durante il quale il sindaco di Castelvetro, Silvia Granata, ha chiesto uno slittamento generale dei lavori sulla carreggiata di almeno un anno.

«Un anno di pausa che non deve essere un rinvio – spiega Granata – ma un tempo utile per continuare con importanti consolidamenti, già previsti nei progetti di Anas, nuovo proprietario della struttura. Deve essere anche l’anno in cui si costruisce un’alternativa e si avvia un confronto più ampio. Ricordo di aver presentato, come sindaco, un ordine del giorno nel novembre 2025 per l’istituzione di un tavolo interistituzionale, comprendente anche le associazioni di categoria, per discutere in modo approfondito il presente e il futuro di questa infrastruttura».

«È emersa con forza la preoccupazione degli esercenti di Castelvetro – prosegue – soprattutto di quelli della parte del paese più vicina a Cremona, allarmati dall’annunciato inizio imminente dei lavori in carreggiata da parte della Provincia di Piacenza. Al momento, però, non ci sono dettagli chiari sugli effetti che questi interventi avranno».

«Ho ascoltato i commercianti e condivido le loro preoccupazioni – aggiunge Granata – perché ho più volte chiesto che i territori venissero coinvolti con largo anticipo. Questo purtroppo non è avvenuto. Per questo mi sono assunta l’impegno morale di sollecitare uno stop alla programmazione attuale: l’auspicio è che si continui a lavorare sull’intradosso della struttura senza impatti sulla viabilità, almeno finché non si sarà trovata, insieme ai cittadini e alle attività economiche, una soluzione sostenibile. Che il ponte sia datato e necessiti di manutenzioni è fuori discussione; che Anas abbia acceso i riflettori sulla struttura è di per sé una buona notizia».

Sulla necessità di chiarezza interviene anche Fabrizio Samuelli, direttore di Confesercenti Piacenza: «Servono risposte certe e definitive. Non possiamo accettare interventi “mordi e fuggi”. È fondamentale garantire la continuità della viabilità, anche ricorrendo – come chiediamo da tempo – a un’opera alternativa: ponte Bailey, passerelle, soluzioni temporanee. Oggi però tutto resta molto vago. Ci sono diversi progetti che si sovrappongono: quello della Provincia, già avviato, un primo progetto Anas e un secondo che sembra profilarsi come più invasivo. Chiediamo un progetto unico e complessivo, con tempi certi».

Tra le novità emerse, Anas sarebbe inoltre intenzionata ad aumentare, al termine dei lavori, il limite di peso dei mezzi in transito sul ponte, portandolo dalle attuali 20 alle 44 tonnellate. Per quanto riguarda le risorse economiche, gli interventi attualmente in capo ad Anas ammontano a 8,5 milioni di euro.

L’azienda segnala però la necessità di un ulteriore intervento di completa riqualificazione della struttura: tra le opere previste figurano il risanamento o il rifacimento della soletta, la rimozione e il ripristino delle pavimentazioni stradali, il rifacimento dei cordoli portabarriera, l’adeguamento delle barriere di sicurezza e l’implementazione di sistemi di protezione passiva per le strutture in acciaio.

Per questa fase Anas ha stimato un investimento di circa 12 milioni di euro, risorse che allo stato attuale devono ancora essere reperite.

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