Pestata dopo aver rifiutato avances: donna in ospedale
La donna, una 40enne pakistana, era ospite da amici di famiglia in attesa di espletare le procedure per la richiesta di asilo politico
Uno sguardo spaventato ma anche fiero, quello di chi non ha alcuna intenzione di smettere di lottare: Maria (nome di fantasia, ndr), 40 anni, pakistana, è ricoverata in ospedale, ennesima vittima della brutale aggressione da parte di un uomo.
La luce artificiale della camera non nasconde la tumefazione del suo volto, gli occhi pesti. “Lui ha tentato un approccio fisico, ma l’ho respinto. Al mio rifiuto, ha dato in escandescenze” racconta la donna. “Mi ha presa a pugni, poi mi ha afferrata per i capelli, mi ha sbattuto la testa contro il muro e contro l’armadio“.
Un’esplosione di violenza da cui l’hanno salvata alcuni vicini di casa che, attirati dalle urla, sono arrivati in suo soccorso e hanno chiamato i Carabinieri. L’uomo si è quindi dato alla fuga, mentre i militari, intervenuti sul posto, l’hanno accompagnata in ospedale per ricevere le cure necessarie.
Maria, che di professione, in Pakistan, fa l’avvocato, era arrivata in Italia un paio di settimane fa, come richiedente asilo politico, trovando ospitalità da alcuni amici di famiglia, in attesa di poter sbrigare tutte le pratiche necessarie.
Ma colui che la ospitava, padre di famiglia, con moglie e due figlie, negli ultimi giorni aveva iniziato a manifestare un atteggiamento strano. “Mi stava sempre addosso, continuava a chiedermi di stare a parlare con lui” racconta. “Alcune volte ha provato ad allungare le mani ma l’ho respinto“.
Insomma, una situazione che stava diventando spiacevole, tanto che la donna, che con le procedure di richiesta di asilo è assistita dall’Associazione Immigrati Cittadini Onlus di Cremona, aveva deciso di trovarsi un’altra sistemazione. Poi, nella serata di giovedì, l’esplosione di violenza.
Il presidente dell’associazione, Ahmed Aftab, ha quindi scritto all’ufficio immigrazione della questura, allo scopo di chiedere aiuto per la donna, affinché possa avere al più presto un alloggio protetto. Sulla vicenda, intanto, stanno indagando i Carabinieri.