Hack in Cremona 2026: studenti in azione per risolvere le sfide delle aziende
L'Università Cattolica ospita Hack in Cremona 2026, un evento di 24 ore per studenti e aziende, volto a stimolare idee innovative e collaborazioni
24 ore non stop, 50 studenti da atenei di tutta Italia, suddivisi in 14 team, 16 manager a supporto e 5 aziende partner. Sono solo alcuni numeri dell’edizione 2026 di “Hack in Cremona”, organizzato dall’Università Cattolica nel campus cremonese di Santa Monica. Il fine è quello di stimolare idee e potenziale degli universitari e fare sistema innovando.
Fabio Antoldi, professore di Strategia aziendale e Imprenditorialità Unicatt: “24 ore di lavoro intenso, che è partito alle 2 del pomeriggio, proseguirà a orario indefinito nella notte, non solo con gli studenti che lavorano nelle loro postazioni per presentare i pitch, che faranno quindi la presentazione dei progetti la mattina successiva, ma avremo anche una ventina di consulenti che dalle 4 del pomeriggio circa fino alle 9-9.30 di sera si sono resi disponibili volontariamente, sono manager, consulenti aziendali, non delle aziende, che si affiancheranno. Abbiamo creato un sistema di prenotazione, ogni team potrà consultare degli esperti”.
Protagoniste dell’edizione 2026 sono A2A, MD, Crédit Agricole, Bip Consulting e Bauli Group, che hanno portato dei temi di innovazione e hanno chiesto delle risposte agli universitari.
Gianmarco Girardo, A2A Smart City: “Abbiamo posto agli studenti le nostre sfide attuali. Ci occupiamo di come estrapolare informazioni dai dati, attraverso l’uso di tecnologia e algoritmi, machine learning o intelligenza artificiale, noi sviluppiamo piattaforme su queste tematiche, ma la nostra sfida, ovviamente anche come life company del gruppo A2A, è cercare di valorizzare i dati, estrarre informazioni e metterle a disposizione della pubblica amministrazione del cittadino”.
Accanto agli studenti ci sono dei veri e propri consulenti. Silvano Bassi, mentore Hack in Cremona: “Sono un ex studente della Cattolica, quindi sono stato studente come questi ragazzi circa, diciamo, tanti anni fa. L’idea è quella di dare una mano a questi ragazzi per fare due chiacchieri con loro, capire come sta evolvendo un po’ la loro idea. Questo evento è veramente molto bello e interessante, sia per gli studenti ma anche per noi che in qualche modo siamo chiamati a dare una mano”.
Il progetto proseguirà per 24 ore esatte, notte compresa. A raccontare questa esperienza è la studentessa Matilde Mineri, alla sua seconda partecipazione: “L’anno scorso è stata un’opportunità stimolante e ho lavorato alla challenge di Mulan Group, che era più indirizzata sul marketing, quest’anno lavoro sul project management con Bip Consulting. Stiamo lavorando su una soluzione che possa far trasferire le competenze aziendali in modo trasversale tra diversi team e diverse persone che non si conoscono, quindi sarà proprio questa la parte difficile ma interessante. Visto che si vuole fare un bel lavoro, penso che non dormiremo e ci vorranno tante Red Bull” ha concluso ridendo.