Musica e Intelligence: un viaggio tra note, storia e tecnologie avanzate
Un incontro di studio esplora il legame tra musica e intelligence, dalla cifratura al soft power, passando per furti e IA nel settore musicale
Giornata intensa e ricca di spunti quella svoltasi venerdì nella sala conferenze della Biblioteca Statale per l’incontro di studio “Musica e Intelligence”. Alla presenza del Prefetto Antonio Giannelli e di autorità civili e militari si sono alternate relazioni che hanno spaziato dal Seicento fino ai giorni nostri.
Francesco Cignoni ha analizzato l’opera del gesuita bresciano Francesco Lana che nel suo Prodromo ouero Saggio di alcune invenzioni (1670) presentò un metodo di cifratura polialfabetica con parola chiave che faceva uso di note musicali. Emanuele Bettini e Marco Ciampini hanno mostrato quanto la musica sia stata il linguaggio comunicativo privilegiato del Novecento, utilizzata tanto come strumento di soft power – ovvero come capacità di un Paese di influenzarne altri attraverso la cultura e i valori, piuttosto che con la forza militare – sia come vero e proprio strumento di propaganda e di controllo delle masse.
È stato analizzato anche il fenomeno musicale come forma di diplomazia culturale e di propaganda, con particolare riferimento ai conflitti mondiali, alla Guerra Fredda e a forme di condizionamento e di controllo politico attuato attraverso la nomina di direttori artistici, responsabili delle programmazioni in teatri, sale da concerto e case discografiche.
Giulia Cristina ha affrontato la delicata problematica dei furti di strumenti musicali che rappresentano una minaccia crescente per i musicisti, i collezionisti e le istituzioni. Ha illustrato alcuni esempi di casi brillantemente risolti dalle Questure di Cremona e di Parma che hanno recuperato strumenti di liuteria illecitamente sottratti e ha evidenziato quanto sia preziosa l’opera investigativa svolta in sinergia e in collaborazione con gli operatori del settore anche con l’ausilio di tecnologie avanzate per il monitoraggio di siti di case d’asta e database specializzati per un rapido recupero dei beni illecitamente sottratti.
Un caso specifico di identificazione di uno Stradivari del 1709 scomparso dalla Deutsche Bank di Berlino nel 1945 e rintracciato in Giappone nel 2025 è stato illustrato da Fabio Perrone che ha anche ricostruito la vicenda dello spartito “Marsch Impromptu” attribuito al compositore Gottlieb Federlein (1835-1922) utilizzato da Martin Bormann, uno dei più spietati gerarchi nazisti, per nascondere cripticamente tra le note musicali indicazioni preziose per rinvenire «il tesoro nascosto dei nazisti» probabilmente sotterrato a Mittenwald, nota città tedesca della liuteria.
Bruno Grassi ha illustrato il funzionamento della macchina Enigma (esposta in sala Carini Dainotti su gentile prestito e concessione del collezionista Alberto Campanini) e ha messo in luce le connessioni esistenti tra la musica e la radiotelegrafia, sistema di comunicazione sviluppato da Guglielmo Marconi alla fine del XIX secolo, basato sulla trasmissione di onde elettromagnetiche e sull’uso del codice Morse.
Sebbene inizialmente concepita per le comunicazioni “uno-a-uno” (telegrafo senza fili) e non per la diffusione di massa, lo sviluppo della radiotelegrafia ha gettato le basi per la moderna radiodiffusione, inclusa la trasmissione di musica e voce. Ingrid Carbone ha illustrato, invece, le connessioni esistenti tra musica e matematica, discipline strettamente connesse che condividono una struttura logica basata su proporzioni, ritmi e simmetrie. Se Pitagora ha scoperto che gli intervalli musicali consonanti corrispondono a semplici rapporti numerici tra frequenze, rendendo la musica una forma di “matematica sensibile” che organizza suoni nel tempo attraverso ritmo e armonia, dalle armonie antiche agli algoritmi moderni e all’intelligenza artificiale (IA) il passo è breve: oggigiorno la matematica modella la creazione, la struttura e la diffusione musicale, inclusi streaming e autotune.
Di intelligenza artificiale (IA) applicata alla musica ha parlato Enzo Mazza mostrando come l’IA stia rivoluzionando la musica, dalla composizione al mixaggio, permettendo di generare brani, creare melodie e separare tracce. Non solo: sta rivoluzionando un intero settore produttivo e sta trasformando l’industria musicale, portando non soltanto opportunità creative, ma anche significativi problemi etici, legali ed economici che i singoli Paesi dovranno presto affrontare e meglio normare.
Mario Caligiuri, presidente della Società di Intelligence, nel suo saluto conclusivo ha ricordato che “l’Intelligence è il metodo che ciascuno di noi utilizza per assumere decisioni. La utilizziamo, prima di tutto, come persone per difenderci dalla emergenza educativa e democratica di questo tempo rappresentata dalla società della disinformazione, dove la realtà sta da una parte e la percezione pubblica della realtà esattamente dall’altra. La utilizziamo in ambito aziendale per affrontare una globalizzazione sempre più accentuata, che scava disuguaglianze sempre più profonde tra Stati, cittadini e classi sociali. Infine la utilizziamo come Sistema Paese per garantire il benessere e la sicurezza dei cittadini. L’Intelligence è una “necessità sociale”, appunto. Per tutti.
Per questo sono grato alla Commissione MusInt presieduta da Fabio Perrone perché attraverso due giornate di studio svoltesi a Cremona nell’ottobre scorso e nella giornata odierna, ha riunito profili eterogenei ma complementari, provenienti dai mondi della musicologia, della storia, del diritto, della comunicazione, dell’ambito militare e delle istituzioni accademiche per indagare, in chiave scientifica, storica ed operativa, le molteplici intersezioni tra la produzione musicale, il patrimonio culturale e le attività informative.”