Cronaca

Bonaccini a Cremona: "La destra ha fallito, la sicurezza è la priorità del centrosinistra"

In sala Zanoni venerdì il punto sulle necessità dei sindaci per governare il fenomeno, alla presenza di diversi esponenti Dem tra cui il presidente nazionale ed Emilio del Bono, vicepresidente consiglio regionale

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Dopo la terza tappa a Brescia, è arrivato questo pomeriggio a Cremona, in sala Zanoni,  il tour organizzato dal PD regionale Lombardo dedicato alla sicurezza nelle città, occasione anche di parlare di disagio giovanile.

A introdurre i lavori, Santo Canale, Assessore alla Sicurezza e Gian Mario Fragomeli, Vicesegretario regionale del PD. Il primo momento di confronto è stato dedicato alla prevenzione e al contrasto del disagio giovanile, con gli interventi di Tiziana Elli Vicesegretaria nazionale GD, Don Francesco Fontana Responsabile Federazione Oratori cremonesi, della psicologa e psicoterapeuta Alessandra Lupi e del Consigliere regionale Matteo Piloni.

A seguire, un approfondimento sul tema della sicurezza urbana e sul ruolo delle città, con Andrea Virgilio, Fabio Bergamaschi, Katia Tarasconi ed Emilio Del Bono.

Come ha spiegato  Gian Mario Fragomeli, “il tema della sicurezza è molto importante per il Partito Democratico Lombardo e abbiamo iniziato questa operazione di ascolto degli amministratori locali perché molto spesso vengono accusati impropriamente da parte di altri politici, specialmente dei centrodestra, su compiti che magari non sono neanche loro.

“Noi vogliamo invece costruire una sicurezza a misura di città e quindi ascoltando i bisogni e proponendo sia a Regione Lombardia che a livello nazionale delle misure delle politiche serie che non siano contro la città ma siano di aiuto a garantire più sicurezza.

Tra i relatori anche Emilio Del Bono, già sindaco di Brescia, attuale vicepresidente del Consiglio regionale lombardo. “La sicurezza non è un tema che possiamo consegnare al centrodestra, è un tema che deve appartenere al centrosinistra perché l’insicurezza e le condizioni di difficoltà poi si scaricano sulla parte più fragile della popolazione. Dobbiamo riprenderci a pieno questo tema, lo dobbiamo fare in modo molto concreto.

“Concreto vuol dire avere le norme che ci permettano in maniera efficace di garantire la sicurezza, avere gli strumenti, le risorse economiche, avere il personale per poterlo fare.

E’ questo che serve e quindi dobbiamo mettere in condizioni i sindaci e i comuni di avere gli strumenti economici, di avere anche l’utilizzo delle banche dati, una formazione adeguata per il personale, di poter anche reclutare personale e integrarlo con le forze di Stato”

Le conclusioni sono state affidate al presidente del PD e parlamentare europeo Stefano Bonaccini: “Finora abbiamo dato l’impressione di non mettere la questione sicurezza tra le priorità, quando anche ce ne siamo occupati nelle città. Adesso è una delle priorità del Pd.

“La destra ha fallito: tre anni e mezzo fa avevano promesso città più sicure e adesso l’80% degli italiani dice che si sente meno sicuro nei luoghi dove vive; avevano promesso il blocco degli sbarchi e questo è ancora di là dal venire anche se non andrebbe mai fatta l’equazione impropria immigrati-delinquenza”.  Citati poi i problemi irrisolti delle forze dell’ordine tra contingenti insufficienti e stipendi bassi.

“Il tema della repressione va affrontato, chi sbaglia deve pagare; noi più delle destre però possiamo mettere in campo politiche di prevenzione o anche di integrazione”, aggiunge Bonaccini che in merito alle prossime elezioni e al campo largo assicura: “Su questo tema in particolare da Giuseppe Conte ho sempre sentito il bisogno di garantire legalità e sicurezza. Una comunità più sicura è una comunità più libera. Non credo qualunque partito della sinistra non consideri questa una priorità”.

Il Pd lavora sulla costruzione della coalizione forte del fatto che le vicende internazionali sembrano indebolire le destre e che “ci viene in soccorso ciò che è accaduto nel 2022, quando Giorgia Meloni prese tanti voti, ma sommati i partiti di centrodestra non arrivavano al 45%. Purtroppo allora il centrosinistra si era diviso in tre parti e la legge premia chi si coalizza. Questo farà in modo che nessuno, o forse pochi, si vogliano prendere la responsabilità di far vincere la destra”.

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