Scuola e Università

Un ponte sul futuro: il Fellowship Program Toniolo fa tappa al Campus di Santa Monica

A sostenere il progetto anche Fondazione Arvedi-Buschini. Durante il pomeriggio, è stato letto anche un messaggio di Papa Leone XIV per i ragazzi

Il Cavalier Arvedi incontra i borsisti a Santa Monica
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Una due giorni di incontri, appuntamenti e iniziative dedicata a favorire l’inserimento di giovani cattolici competenti e qualificati negli ambiti a sostegno dell’impegno diplomatico della Santa Sede.

È questo il cuore della nuova edizione dell’Assemblea TYPA 2026, che ha visto protagonista la sede cremonese dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, ospitando i borsisti del “Fellowship Program Toniolo“.

Ideato nel 2014, il “Fellowship Program Toniolo” rappresenta un’esperienza unica nel suo genere: un percorso formativo d’eccellenza promosso dall’Istituto Giuseppe Toniolo di Studi Superiori, ente fondatore dell’Università Cattolica, in collaborazione con la Santa Sede. Un progetto cresciuto e consolidato nel tempo, che in dodici anni di attività ha già coinvolto oltre 120 assegnatari, anche grazie a proficui accordi bilaterali con le Missioni Permanenti della Santa Sede presso le principali organizzazioni internazionali, dall’Europa alle Americhe.

Fondamentale il sostegno della Fondazione Arvedi‑Buschini, che anche per questa edizione ha rinnovato il proprio impegno a favore della formazione dei giovani, contribuendo alla continuità e allo sviluppo del programma.

Ricevere la borsa di studio, come più volte sottolineato nel corso dell’assemblea, non rappresenta un punto di arrivo ma l’inizio di un vero e proprio cammino professionale, che prosegue grazie alla TYPA – Toniolo Young Professional Association. L’associazione promuove incontri periodici, momenti di confronto con Nunzi Apostolici e Osservatori Permanenti della Santa Sede, nonché attività di networking internazionale. Un’esperienza che si inserisce in un contesto unico al mondo: la Santa Sede intrattiene oggi relazioni diplomatiche con 184 Stati e conta 90 missioni diplomatiche accreditate.

Il programma “cremonese” ha preso il via nella mattinata di sabato con l’assemblea dei borsisti, seguita da una visita alla scoperta delle bellezze cittadine. Prima tappa il Museo del Violino, dove i partecipanti hanno anche potuto assistere a una speciale audizione nell’Auditorium; quindi il Campus Santa Monica, cuore universitario della città.

Proprio nel campus, dopo un momento conviviale, i venti assegnatari della borsa hanno incontrato il Cavaliere Giovanni Arvedi, che ha voluto scambiare con loro alcune riflessioni e parole di incoraggiamento.

Seduto in mezzo ai ragazzi, Arvedi ha raccontato le bellezze e la storia della città di Cremona e del Campus di Santa Monica, recentemente restaurato. Tanti i temi affrontati, partendo anche dalle domande dei giovani presenti, in quella che è stata – a tutti gli effetti – una particolarissima lectio magistralis.

“Il nostro passato è glorioso, con le radici nello studio e nella cultura. Il luogo dove ora siete seduti era un monastero, quello che all’epoca era il centro del sapere. Anche la praticità nasce dalla cultura: gli studi che oggi fate saranno molto utili, a voi e agli altri”.

“Quello che crea non è la logica: quello che crea è quello che va oltre la logica, va oltre il pensiero di un altro che dice “non è possibile”. Quello che crea non è la logica, perché ci si fermerebbe all’esistente: quello che crea è il guardare oltre, siete voi giovani che avete la forza di portare il futuro aventi. E non abbiate paura di niente, credete nelle vostre idee. La vita è tutta qui”.

Al termine, prima dell’avvio dei lavori presieduti dal Cardinale Silvano Maria Tomasi, già Nunzio Apostolico presso le Nazioni Unite a Ginevra, alla presenza di numerose personalità di rilievo, i borsisti hanno ascoltato un messaggio di Sua Santità Papa Leone XIV.

Un messaggio rivolto in modo particolare ai giovani assegnatari e a quanti – come la Fondazione Arvedi‑Buschini e l’Università Cattolica – investono con convinzione in un progetto formativo che guarda al futuro della presenza cattolica nel contesto multilaterale.

Da lì, i saluti ‘istituzionali’ del Vescovo di Cremona Mons. Antonio Napolioni e dei relatori, poi al via i due tavoli di lavoro.

Di seguito, il testo integrale del messaggio di Sua Santità.

“Rivolgendomi a voi, cari borsisti, desidero richiamare una storia che non è soltanto alle vostre spalle, ma davanti a voi: quella della vostra Università Cattolica del Sacro Cuore.
Essa è nata “dal basso”, dal coraggio e dalla visione di uomini e donne come il Beato Giuseppe Toniolo, padre Agostino Gemelli e la Beata Armida Barelli, sostenuti dalla fede operosa di un popolo. Non fu l’opera di pochi, ma una autentica opus totius Ecclesiae: una comunità che ha voluto dare forma, nella cultura, a una presenza viva, pensante, capace di incidere nella storia. Quella stessa responsabilità oggi passa attraverso di voi“.

“In un tempo pienamente globale, il vostro impegno rinnova quello slancio fondativo: siete chiamati a essere presenti là dove si formano le idee e si orientano le decisioni che riguardano il destino dei popoli. Il vostro non è soltanto un percorso di eccellenza: è una missione. Non vi è chiesto di emergere, ma di servire. Non di affermarvi, ma di rendere fecondo ciò che avete ricevuto. ‘Che voi possiate sparire perché rimanga Cristo’: questa parola non diminuisce, ma libera. Vi libera dalla ricerca del consenso, per radicarvi nella verità; vi libera dall’apparenza, per consegnarvi alla sostanza del bene.

Custodite, dunque, l’eredità che vi è affidata dall’Università Cattolica. Voi che siete parte viva di quella comunità universitaria, assistete l’Ateneo affinché prosperi nella comunione e continui ad assolvere la missione educativa che è stata affidata ad esso e che in voi ha portato grandi frutti, anche a beneficio dell’impegno diplomatico della Santa Sede”.

“La pluralità di sensibilità ecclesiali che la compongono non diventi competizione, ma armonia; la differenza non diventi distanza, ma ricchezza condivisa. Una comunità divisa si indebolisce. Una comunità unita diventa storia.
‘In Ilio uno unum’: è in Cristo che trovate l’unità che rende feconda ogni opera. Solo così l’Università Cattolica potrà continuare a essere davvero casa comune, ateneo di tutti i cattolici italiani, segno credibile di una Chiesa che vive di comunione e la rende visibile.
Affido una preghiera all’Istituto Toniolo, perché continui a custodire con sapienza e fedeltà questo legame, accompagnando con vigilanza e spirito di servizio il cammino dell’Ateneo in un tempo decisivo”.

“Esprimo, inoltre, viva gratitudine a quanti sostengono questa opera. Come all’origine fu determinante la dedizione dell’Azione Cattolica promossa dalla Beata Armida in tutte le parrocchie italiane attraverso la Giornata Universitaria di cui domani ricorre il 102esimo anniversario, così oggi è provvidenziale il contributo di tanti: in modo particolare questo progetto, tanto importante per l’opera delle Rappresentanze della Santa Sede nelle Organizzazioni internazionali, deve ringraziare la generosità della Fondazione Arvedi-Buschini. A loro va il nostro riconoscimento più sentito, insieme a una preghiera sincera.

Ma è soprattutto nella vita di voi borsisti che questo dono deve diventare visibile. Quello che avete ricevuto non resti un privilegio: diventi responsabilità. Non resti un titolo: diventi stile”. “Siate presenza viva della Chiesa nei luoghi in cui operate. Nelle istituzioni internazionali, nella diplomazia, nelle organizzazioni, nel mondo del lavoro. Siate uomini e donne che costruiscono ponti, mentre altri alzano muri.

Siate credibili nel silenzio delle opere, prima che visibili nelle parole. Siate segno, non soltanto presenza. È così che questa storia continuerà. Ed è così che, anche attraverso di voi, il Fellowship Program Toniolo e tutta l’Università Cattolica potranno ancora generare futuro per molti anni a venire. Vi assicuro la mia preghiera e imparto su tutti la mia Benedizione Apostolica“.

Firmato, Sua Santità Papa Leone XIV.

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