Seguita, picchiata, molestata sul lavoro e sequestrata: stalker condannato
Pena di tre anni e sei mesi all'imputato. Gelosia morbosa: dopo che la fidanzata lo aveva lasciato, lui aveva cominciato a renderle la vita un inferno
L’aveva seguita, importunata sul lavoro, l’aveva sequestrata, picchiata, e le aveva anche rubato la macchina. Tutto perché non aveva accettato che lei lo avesse lasciato. Dal maggio al luglio del 2023, Maria (nome di fantasia), 27 anni, ha vissuto un vero e proprio incubo per colpa dell’ex fidanzato Marco (nome di fantasia), 32 anni, finito a processo per stalking, lesioni, sequestro di persona e furto. Il giovane, processato con il rito abbreviato, è stato condannato a tre anni e sei mesi di reclusione. Nel procedimento, la vittima era parte civile attraverso l’avvocato Giovanni Bertoletti. Come risarcimento, il tribunale ha disposto una somma di 20.000 euro. Per quanto accaduto, l’imputato, sottoposto alla misura del divieto di avvicinamento, era finito in carcere.

La relazione tra i due ragazzi era stata interrotta dopo pochissimo tempo dalla 27enne a causa della gelosia morbosa dell’imputato. Dopo che lei lo aveva lasciato, lui aveva cominciato a renderle la vita un inferno: l’aveva contattata incessantemente sul telefono, sia con messaggi che con chiamate, l’aveva contattata sui social, chiedendole insistentemente i motivi della sua decisione e di potersi incontrare per parlare e chiarire. Non ottenendo risposta, aveva provato a chiamarla con altre utenze a lei sconosciute, fino a quando la ragazza lo aveva bloccato.
Lui, però, non si era perso d’animo, e si era presentato varie volte nel negozio di Cremona dove lei lavorava, importunandola, chiedendole con insistenza e con veemenza, anche ponendosi con il viso a pochissima distanza dal suo, le ragioni della sua decisione, domandandole a che ora sarebbe stata in pausa o l’orario in cui avrebbe smesso di lavorare. Puntualmente, lui si faceva trovare all’esterno. L’aveva seguita, aggredita fisicamente, strattonandola con forza per le braccia, tirandole i capelli e colpendola con schiaffi in pieno volto.
Il 29 giugno del 2023, sapendo che lei aveva una cena con i colleghi in un ristorante di Cremona, le aveva chiesto un incontro. Lei aveva accettato e prima di recarsi alla cena si era vista con lui in un parcheggio di via Mantova. A quel punto il 32enne l’aveva obbligata a farlo salire sull’auto di lei al posto di guida e l’aveva portata in giro per la città senza meta, urlandole contro e accusandola di averlo preso in giro. Lei era terrorizzata.
Poi l’aveva portata a Soresina, sia a casa sua che a casa di un nipote, e poi l’aveva portata davanti al ristorante dove era attesa dai colleghi, non prima di averle sottratto il telefono e dicendole che l’avrebbe aspettata nel parcheggio. Poco dopo, però, l’aveva fatta chiamare da una cameriera, costringendola a seguirlo, portandola via dalla cena.
La mattina del 15 luglio del 2023, invece, si era fatto trovare davanti all’abitazione della ragazza che si stava recando al lavoro. Si era avvicinato alla sua auto, obbligandola a farlo salire e dicendole di avvisare al lavoro che avrebbe tardato per motivi personali. Ancora una volta l’aveva portata in giro per la città senza meta, e poi nei campi di mais al Migliaro. Qui le aveva rubato il telefono, l’aveva strattonata, le aveva dato due schiaffi sul viso e le aveva tirato i capelli, obbligandola a sbloccare il telefono affinchè lui potesse vederne il contenuto.
Quando lei aveva tentato la fuga a piedi, lui l’aveva inseguita e raggiunta. L’aveva tirata per i capelli con forza tale da farle torcere la testa all’indietro e farla cadere a terra. Infine l’aveva accompagnata al lavoro, tenendosi la macchina e dicendole che l’avrebbe fatta lavare per poi restituirgliela.
La giovane aveva smesso di uscire di casa da sola, temendo di incontrarlo in ogni momento e di subire ancora i comportamenti ossessivi e violenti dell’ex fidanzato.